Weekend in chiaroscuro per le calabresi di Serie C, l’analisi (VIDEO)

di Antonio Battaglia – Weekend in chiaroscuro per le calabresi di Serie C. La prima pagina la merita una Vibonese senza mezze misure, che si riscatta dal pesante tracollo di Francavilla con un netto 5-0 sul più quotato Catania. Una prestazione superba per gli uomini di Modica, che fanno valere ancora una volta l’implacabile legge del “Razza”. . Acquisita ormai la certezza Bubas, è da evidenziare anche l’eccellente prova di Bernardotto, autore di una straordinaria doppietta. La Vibonese riparte dai propri tenori, nella speranza di continuare a sognare in grande. Successo di peso anche per la Reggina, uscita vittoriosa dal “Veneziani” di Monopoli per 1-2. Un’altra prova superata a pieni voti dalla formazione di Mimmo Toscano, capace di dare continuità ad una serie di risultati utili finora mai macchiata da una battuta d’arresto. Ordine, caparbietà e pazienza: la Reggina, dopo un primo tempo molto complicato, ha fatto suo il match nella ripresa superando con decisione una diretta concorrente per i vertici della classifica. Gioia momentanea del primo posto, cancellata però qualche ora dopo dalla strabiliante vittoria del Potenza al “Ceravolo”: un meritato 0-2 ai danni del Catanzaro, fatale per l’esonero di Gaetano Auteri.

Le Aquile, dopo un primo tempo incoraggiante, sprofondano nel baratro del nervosismo: mai un’azione pericolosa, regali difensivi e tanta confusione. E’ il primo passo falso in casa, che si aggiunge ad una mole enorme di problemi. Grassadonia sarà chiamato ad invertire da subito la tendenza, provando a dare una scossa all’intero ambiente. L’obiettivo, però, non è dei più facili: il giovane tecnico campano avrà il compito di prendere in mano un gruppo che tra soli due giorni dovrà affrontare l’insidiosa trasferta di Bari. Colpa della società, evidentemente incapace di gestire una situazione del genere. Capitolo finale sul Rende, costretto ad arrendersi anche sul campo della Viterbese per 6-1. La vittoria del Rieti contro la Sicula Leonzio avvicina sempre di più i biancorossi verso l’abisso, con la quota salvezza che si allontana di ben otto lunghezze. Sono pochi gli spiragli per credere in una reazione: la società di Coscarella, dopo l’esonero di Andreoli, non ha ricercato un sostituto gettando aria di rassegnazione nello spogliatoio. Difesa disastrosa, atteggiamento psicologico arrendevole, totale inettitudine: il Rende paga un progetto societario scadente e si avvia inesorabilmente alla retrocessione.

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