Serie C, ecco il vero Catanzaro. Vibonese e Reggina da applausi, incubo Rende

di Antonio Battaglia – Finalmente, oseremmo dire, ecco il vero Catanzaro. Quello “cazzuto”, duro a morire, caparbio, padrone del campo. Quello che fa risultati, che vince e convince, che annichilisce le avversarie. Il successo contro l’Avellino, arrivato dopo un mese di difficoltà, è un toccasana per tutto l’ambiente, che ora può tornare a sognare in grande.

La squadra vista all’opera sabato sera, con l’inedito vestito del 3-5-2, è decisamente più concreta: gente come Kanouté, Casoli, Tascone e (finalmente) Favalli, infatti, ha dimostrato di essere pienamente sul pezzo. Più ombre che luci, invece, la difesa, che ha sofferto in diversi frangenti il pressing alto degli ospiti. Complice, sicuramente, anche l’assenza di un big come Celiento.

Grande merito del ritrovato entusiasmo va al tecnico Grassadonia, che dopo sole due settimane di lavoro è riuscito a imprimere con successo la sua idea di calcio. E, per giunta, anche il suo carattere: basti pensare al polverone che ha coinvolto Adamonis e Calì, fotografati in discoteca giovedì sera ed esclusi dal tecnico in occasione del match contro gli irpini.

     

Vittoria come panacea di tutti i mali, ora non esistono più alibi: qualche altro passo falso complicherebbe, e non poco, la classifica delle Aquile. L’organico giallorosso ha tutto il potenziale per risalire velocemente la china e assestarsi nelle primissime posizioni, servirà però una serena continuità. Domani pomeriggio, al “Ceravolo” c’è in palio la qualificazione degli ottavi di Coppa Italia di Serie C: di fronte, ci sarà il Monopoli terzo in campionato. Grassadonia dovrebbe impiegare gente che ha finora trovato poco spazio, come Bayeye, Elizalde e Mangni, ma guai a sottovalutare l’impegno: raggiungere la finale di questa competizione garantisce di saltare due turni di playoff. Fate voi.

Sarà impegnata nei sedicesimi anche la fantastica Reggina, che dovrà fare i conti con il Potenza. Dejà-vù? Esattamente. Proprio nel fortino dei Leoni rossoblu, gli amaranto hanno incamerato domenica la nona vittoria in campionato. 31 punti, +5 sulla Ternana seconda, miglior attacco e difesa del torneo. A questi strabilianti numeri, c’è da aggiungere un altro succulento record: striscia d’imbattibilità di 13 partite, proprio come nella famosa stagione 1982/83.

La Reggina non può essere un fuoco di paglia, ve lo mettiamo per iscritto. Ogni valutazione sul futuro è ancora inadeguata, vero, ma un tale spessore tecnico e agonistico non può sgonfiarsi tanto facilmente. L’equilibrio e la mentalità ordinati dal condottiero d’eccezione Toscano si uniscono, infatti, ad un organico sapientemente costruito, con valide alternative per ogni ruolo. Mentre le dirette concorrenti inciampano in preoccupanti battute d’arresto , gli amaranto macinano chilometri. Verso una Serie B sempre più vicina.

Raccoglie consensi e complimenti anche la Vibonese di Modica, che esce dal “San Nicola” di Bari con un punticino che sa di oro colato. L’interpretazione della gara da parte dei rossoblu è stata incredibilmente perfetta: pressing alto sin dal primo minuto di gioco, difesa chiusa e cambi azzeccati. Tutto ciò contro una squadra che non subiva gol da circa 300 minuti. Il filotto incoraggiante di sei punti in quattro partite dovrà essere implementato con qualche punto in più fuori dalle mura esterne. In tal caso, la Vibonese è destinata a viaggiare verso mete davvero sconosciute.

Capitolo finale sul Rende. La squadra di Tricarico è stata capace di disilludere nel giro di due settimane i propri tifosi, ripiombati ora nello sconforto di una retrocessione che sta per diventare realtà. Il passo falso contro il Monopoli, il nono stagionale, preoccupa anche per l’involuzione dei ragazzi in maglia biancorossa: manovra macchinosa e imprecisa, attacco sterile e difesa sempre più perforata (25 gol subiti, record negativo). La Serie C sta ormai stretta a questa società, permettetecelo.

Redazione Calabria 7

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