Calcio, Catanzaro: prosegue la ‘maledizione’ Castellammare di Stabia

di Danilo Colacino – Tra il Catanzaro e la possibilità di andare in B – già in questo 2019 – si sta materializzando un doppio incubo, tormenti chiamati dischetto del calcio di rigore e Castellammare di Stabia. Perché? Semplice: tutto è iniziato con il penalty fallito da Giannone al ’93 contro la Juve Stabia, errore costato alle Aquile l’aspirazione di arrivare prime e staccare così il biglietto per la serie superiore.

Un’occasione gettata alle ortiche, il maledetto mercoledì 13 febbraio scorso, a seguito di cui l’Auteri-band con la testa, prim’ancora che ricorrendo al pallottoliere, ha smesso di accarezzare il sogno della promozione diretta nella serie cadetta. E se la Cavese ieri pomeriggio non le avesse fatto un cadeau, bello e a quel punto ormai davvero inatteso, ben oltre il 90’ della gara giocata al cospetto del Catania (andata momentaneamente sul 2 – 0 proprio al Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni), ora vedrebbe persino il terzo posto (importante nella griglia playoff) come un miraggio. Una iattura per un club che non ha certo un buon ricordo degli spareggi-promozione.

Il secondo curioso cabalistico legame con Castellammare di Stabia. Ma non è finita qui, perché è sembrato quasi uno scherzo del destino il fatto che nella partita del Catanzaro di circa 24 ore fa a Siracusa un arbitro – sempre di Castellammare, di nome Marco Acanfora – abbia addirittura concesso due rigori ai calabri nell’arco di appena un paio di minuti (il secondo dei quali per giunta ‘condito’ dall’espulsione del giocatore di casa Daffara). Troppa grazia, forse, per quanti d’abitudine non godono certo dei favori del Palazzo con l’incredibile esito di altrettanti errori dai fatidici undici metri.

Un’evenienza più unica che rara dopo un’opportunità ghiotta, anzi ghiottissima, però insensatamente sciupata da Fischnaller e Bianchimano con dei tiri, ‘fotocopia’, serviti soltanto a esaltare le doti di un Crispino (cognome neanche a dirlo molto diffuso nel capoluogo calabrese) in giornata di grande vena. Roba da rievocare lo straordinario ironico pezzo di teatro ‘Lode a Evaristo Beccalossi’ scritto da Paolo Rossi in onore del talentuoso fantasista bresciano che in un’Inter – Slovan Bratislava del 15 settembre 1982 nell’allora Coppa delle Coppe sprecò, lui da solo al tempo, un paio di ‘massime punizioni’. Fortuna per i nerazzurri che poi ci misero una pezza con altrettanti eurogol ‘Spillo’ Altobelli e quell’Antonio Sabato, ex giallorosso, che chiusero la pratica in fretta. Sorte che non ha avuto ieri un’Uesse, mortificata dagli aretusei.

Redazione Calabria 7

(Foto: video Eleven Sports)

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