‘Scura subirà altri stop: meglio che incontri Anisap’

Pressing dei laboratori privati

Sulla delicata situazione sanitaria che soffoca sempre di più i calabresi si registra un altro intervento del dottor Antonio Matozzo, direttore sanitario a Soverato di uno dei più quotati Laboratori di analisi della Calabria e componente del collegio probiviri di Anisap ( Associazione Nazionale Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private ).  Al centro del dibattito sempre più infuocato le recenti delibere del Tar Calabria che ha concesso  la sospensiva  avverso i due nuovi decreti 172 e 174 del 2018, emessi dal Commissario Scura e che in precedenza aveva già annullato altri due suoi decreti il 72 e l’ 87 del 2018, esecutivi del suo piano di rientro.

Un piano  che con i suoi forti tagli al budget delle strutture private accreditate non sembra reggere al vaglio della giustizia amministrativa.

“Ribadisco con forzea – afferma il noto professionista catanzarese – che la sanita in Calabria, così come adesso viene gestita, non va nella giusta direzione. Non si puo pensare di risanare i conti, effettuando dei tagli e creando solo disagio a discapito dei cittadini. Il vulnus, a mio avviso insuperabile, che il Piano di Rientro Scura sta creando nell’equi1ibrio del servizio sanitario in Calabria, dipende dall’oggettiva impossibilità a garantire i livelli minimi di assistenza ai cittadini,  operando, rrel contempo, dei tagli ai budegt delle strutture privata accreditate• senza che questo comporti disservizio. “

Questo dovrebbe significare per i cittadini, lunghe file ed attese fuori dalla noma per ottenere prestazioni sanitarie diagnostiche specialistiche?

“Il grado di civilta di un paese e di un territorio – continua Matozzo –  si misura dall’efficienza o meno di alcuni servizi essenziali come la sanità. Garantire i livelli sanitari minimi essenziali, ridimensionando fortemente il ruolo della specialistica ambulatoriale privata accreditata, almeno nel breve periodo, è a mio avviso impossibile. Gli ospedali calabresi già con l’acqua alla gola, si troveranno ad affrontare l’utenza che per necessita sara costretta a riversarsi nelle strutture pubbliche e sarà il collasso. L’utenza sanitaria da  molto tempo é stata in parte assorbita con il sistema dell’accredito delle strutture private che agivano in concomitanza con il servizio pubblico, garantendo un certo equilibrio all’intero settore sanità. Con la riduzione del ruolo della specialistica privata accreditata, l’equilibrio è destinato a saltare a discapito delle fasce più deboli. Il Piano Scura, per tale motivo, così come concepito, presenta un vulnus strutturale per la sanità grave e difficilmente superabile. Il Commissario Scura, a mio modesto avviso, è destinato a subire altre bocciature dai giudici amministrativi, proprio per l’impossibilita di dimostrare che le strutture pubbliche siano capaci di compensare i tagli ai budget per 1’acquisto di prestazioni da privati”

II presidente Oliverio da parte sua si è dimostrato fortemente preoccupato per  i livelli insostenibili che mettono a serio rischio la salute dei cittadini.

“Voglio ringraziarlo Oliverio che più volte si è dimostrato sensibile al problema – ha concluso il dott. Antonio Matozzo –  ed ha dichiarato che sosterrà ogni iniziativa volta ad impedire la negazione di un fondamentale diritto qual é quello alla salute. Risulta incomprensibile invece l’atteggiamento del Commissario Scura il quale sembra essere indifferente alle continue censure che provengono da ogni parte verso i1 suo Piano di Rientro. La stessa reiterazione di altri due decreti “gemelli” di quelli bocciati dal Tar, dimostra la sua propensione a voler agire incurante delle forti grida di allarme che si sollevano da piu parti. Si pensi anche alle gravi conseguenze per i lavoratori e i dipendenti delle strutture private accreditate calabresi, che lamentando l’assenza di pagamenti negli ultimi undici mesi, saranno costretti a tagliare di conseguenza e a licenziare. Sarebbe auspicabile – chiude il direttore sanitario del Laboratorio omonimo –  che l’ing. Scura insediasse un tavolo di trattativa con le associazioni di categoria Anisap. Penso che, per il bene comune, necessariamente, si dovrà andare verso una revisione dei tagli programmati e verso una maggiore valorizzazione del ruolo dell’assistenza specialistica ambulatoriale privata in Calabria.”