Notte al Pronto Soccorso con un malato di tumore

Una storia di buona sanità

E’ facile sparare sul ‘pianista’ e continuare a denigrare ad ogni costo le attività dell’Ospedale Civile Pugliese-Ciaccio. Soprattutto del suo Pronto Soccorso. Difficile è sforzarsi d’essere imparziali e vedere elementi forse impopolari ma reali e condivisibili.

Una esperienza positiva, malgrado la gravità delle condizioni cliniche, la racconta Silvia (nome di fantasia), stretta parente di un 35enne che ha avuto bisogno di ricovero urgente.

Roberto (altro nome di fantasia ndr ) stava facendo terapia oncologica a casa, invaso dal male e bisognoso di cure intensive. Al pronto soccorso gente di ogni provenienza e soprattutto con diverse esigenze, dal graffio all’arto penzolante dopo incidente. A noi danno un codice intermedio, c’è da aspettare. La situazione lì era già difficile: solo due medici uno per il codice rosso, uno per tutti gli altri. Personale infiermeristico: eccellente. Al front office il delirio: il rom che pretende di entrare prima,  la signora con crisi depressiva chiama i carabinieri perché non viene visitata Tutto però viene tracciato sul PC, ogni patologia riceve il suo codice corrispondente e pertanto non ci sono margini discrezionali (almeno non dovrebbero esserci).

Siamo arrivati alle 22.00 ed abbiamo trascorso tutta la notte per completare il ciclo di esami. Alle 23 hanno chiamato Roberto per la visita ed il medico di turno è stato di grandissima scrupolosità. Poiché il mio parente aveva perso conoscenza  gli è stata fatta una Tac; quindi gli esami del sangue ed anche una visita del neurologo che lo valutato in piena notte. Nonostante la lunghezza degli esami siamo stati assistiti da gentilissimi infermieri che gli hanno fatto le opportune medicazioni.  Roberto doveva essere ricoverato ma non c’erano posti quindi siamo rimasti fino alle 7 del mattino in degenza al Pronto Soccorso.

Il medico di turno ha comunque preparato tutta la cartella clinica in vista del cambio turno, assumendo le informazioni dal Policlinico dove in precedenza lui era stato curato.  In poche parole una esperienza che ci ha lasciati sorpresi considerata l’aura negativa di cui è circondato il PS del ‘Pugliese-Ciaccio’. Personale attivo e disponibile, attenzione nei confronti del malato, scrupolosità nei vari passaggi clinici, pulizia degli ambienti, tutto questo in una bolgia di persone che spesso sono anche maleducati, come quelli che aprono le porte e gridano mentre tu stai discorrendo il tuo caso magari più grave col medico.’

Silvia, qual è il senso di questa voglia di comunicare la sua esperienza? ‘. Non ho ancora detto la cosa più importante: nelle settimane seguenti, a seguito della grave patologia, Roberto ci ha lasciati per sempre.  

Per il dolore potrei facilmente fare a meno di questa riflessione. Invece ci tengo a farla: noi utenti cerchiamo di avere rispetto per il lavoro di questi medici ed infermieri perché spesso non è così. Come lo pretendiamo da loro, così anche a loro dovremmo garantirlo’

Una lezione umana e di stile su cui tutti dovremmo riflettere.