Il parto al tempo del Coronavirus: “Donne non abbiate paura”

Il parto al tempo del Coronavirus: “Donne non abbiate paura” 17 Marzo 2020 di Alessandro Manfredi – In queste lunghe settimane di lotta mondiale al Coronavirus, in piena pandemia, si susseguono i bollettini di persone contagiate al Covid-19. In Italia sono migliaia i morti, tali da apparire un bollettino di guerra quotidiano.

Ma il tempo che l’umanità vive con il Coronavirus non è solo tempo di morte. La vita, per miracolo pensato, prosegue e per quanta umanità passi, sempre più ne arriva. Ecco, c’è la vita al tempo del Coronavirus. Ci sono donne che in questo tempo affrontano il loro momento esclusivo, che la creazione ha donato loro. Essere madri, essere vita, essere speranza, essere eternità. Tuttavia, sono comprensibilmente spaventate, turbate. E’ già un atto di estremo coraggio affrontare il parto, figuriamoci con l’ansia di un contagio diffuso al Covid-19. Per raccontare questa realtà sociale, per descrivere da dentro lo scenario di ciò che accade, Calabria 7 ha dato voce al personale del reparto di neonatologia e pediatria del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro.

Sono loro i protagonisti assieme alle mamme di quel miracolo che continua a ripetersi. Nel tempo del Coronavirus il personale ospedaliero è notevolmente esposto al contagio, non disponendo, purtroppo, dei sistemi di sicurezza necessari a scongiurare del tutto il pericolo. Nel giorno in cui al Pugliese-Ciaccio piomba come una bomba atomica la notizia di sei casi positivi, un medico e cinque infermieri, che il tampone ha confermato essere affetti da Coronavirus dopo essere venuti a contatto con un paziente in dialisi nel reparto di nefrologia, il terrore si diffonde tra tutti i reparti e i corridoi dell’ospedale catanzarese. L’auspicio è che la diffusione possa essere ridotta a pochi casi accertati, ma il pericolo rimane altissimo.

   

Ed anche le donne che sopraggiungono passano per i controlli in un’accoglienza adibita a fianco della tenda pre-triage. Hanno paura di essere contagiate in ospedale, ma possono anche arrivare contagiate, nulla va escluso a tutela della sicurezza della salute pubblica. Solo dopo vengono accompagnate in reparto e sono sole. Nessun parente o persona cara può essere loro accanto, a causa delle restrizioni previste nel decreto ministeriale. Si può facilmente intuire, dunque, quanto carico di ansia e stress si vada a sommare alla tensione naturale che il parto contiene nel suo compimento. Non è per tutti, è solo roba per donne, coloro unte ad essere vita che genera nuova vita, qualunque cosa accada. Ecco perché hanno estremo bisogno di aiuto e di rassicurazione ed ecco perché il lavoro del personale medico diventa ancor più importante e va oltre l’aspetto professionale. Come in tanti ospedali calabresi, però, al Pugliese-Ciaccio lavorano professionisti preparati e predisposti alla sensibilità verso i degenti. E non si tirano indietro.

Abbiamo ascoltato la testimonianza della coordinatrice del reparto di neonatologia, Anna Romano e della ostetrica Sandra Papaleo, due donne che sul campo sanno bene come si gioca la partita e che nel tempo del Coronavirus si adattano in fretta a giocare con nuove regole, spesso pericolose se non seguite alla lettera.

“Il personale è continuamente addestrato alle norme da seguire per aumentare il livello di sicurezza – afferma Anna Romano – e ci si preoccupa di comprendere bene cosa fare e come farlo in quanto è l’unico strumento a disposizione per evitare rischi contagio al Covid-19. Le partorienti ovviamente vivono queste misure obbligatorie in atto con ansia, però, devono trovare la forza di concentrarsi sul parto e noi assieme a loro dando il massimo supporto tecnico e psicologico. Non è facile, ma ce la mettiamo tutta. Servono mascherine e tute a noi operatori e serve che le mamme in arrivo facciano la loro parte con ancor più coraggio. Le istruiamo a lavarsi le mani e a mantenere distanze di sicurezza in reparto. Le supportiamo sotto l’aspetto mentale, soprattutto le più agitate. Ed è normale che ci sia agitazione. Stiamo andando oltre le nostre competenze pur di garantire serenità ed assistenza”.

“E’ tutto come al solito – commenta l’ostetrica Sandra Papaleo -. Solita prassi, solito travaglio e solito parto. Il momento nascita non cambia minimamente, tuttavia, cambiano le regole e le partorienti possono patirle. Come ad esempio la mancanza di poter avere vicino una persona cara. La mamma è sola mentre attende di mettere al mondo la sua creatura ed è sola durante il parto. Ecco perché di questo deve avere consapevolezza e farsi estremo coraggio. Servono concentrazione e calma per un parto ideale ed è lo stato psico-fisico nel quale cerchiamo di condurre le donne che arrivano in ospedale. Poi, il neonato viene nasce e solo per foto arriva la sua prima immagine al papà ed ai parenti. Sono traumi, perché l’aspettativa era diversa. Si era immaginato tutto in un altro modo e si deve essere pronte a viverla come il tempo del Coronavirus ci sta obbligando a fare. E’ necessario trovare tranquillità e le partorienti devono fidarsi totalmente di noi. L’obiettivo da raggiungere è la buona nascita – conclude la Papaleo – ed insieme dobbiamo ottenere il risultato. La forza istintiva delle donne è la propria competenza femminile, bisogna dialogare con i figli in grembo ed arrivare al momento del parto con coraggio e concentrazione. Perché la donna è fatta per essere vita ed ogni donna non deve mai dimenticarselo”.

Redazione Calabria 7

 

 

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