Cure palliative, confronto su volontariato e normative a Catanzaro

La sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni al tema delle cure palliative, sebbene sia oggi un diritto di tutti, necessita di una maggiore consapevolezza.

È questo il messaggio lanciato, al centro clinico San Vitaliano, in occasione della ricorrenza della giornata mondiale sulle cure palliative.

     

Alla tavola rotonda, a cui erano presenti rappresentanti delle istituzioni e del volontariato, si è discusso dell’argomento, complesso e delicato, affrontandolo compiutamente dallo stato dell’arte in materia di normative, agli aspetti clinici e al ruolo del volontariato.

Il direttore sanitario del centro clinico, Bonaventura Lazzaro, nel dare il benvenuto agli ospiti, ha sottolineato l’importanza dell’informazione, della comunicazione e diffusione della cultura sulle cure palliative per favorire un adeguato accesso ai servizi e un loro costante sviluppo.

Il Centro Clinico San Vitaliano, in Calabria è la prima struttura privata convenzionata con il servizio sanitario nazionale, per pazienti affetti da malattie neuromuscolari, SLA e neurovegetative, è altresì Accreditata come Hospice, primo centro nel meridione specializzato per l’assistenza a questo tipo di patologia.

Il Centro, ha rimarcato il direttore, è una grande famiglia che opera, in sinergia, con le ASP e gli ospedali di Catanzaro in cui lavorano, facendo sistema, medici, operatori e volontari. Questi ultimi sono fondamentali, una risorsa insostituibile, sia per le attività di sensibilizzazione e informazione ai cittadini, sia per la capacità di accoglienza e di costruzione di una relazione di ascolto e aiuto nei confronti dei pazienti e delle famiglie.

Aldo Riccelli, presidente dell’associazione di volontariato A.CM.O Onlus, ha ribadito che solo lavorando uniti si possono dare risposte sia agli ammalati che alle famiglie.

Enzo Nania, responsabile regionale dell’ente FAVO, ha rimarcato la necessità di ampliare la rete delle associazioni creando un unicum per dare maggiori e sollecite risposte. Pensieri condivisi anche da Emilia Celia, di “cittadinanzattiva” – tribunale dei diritti del malato. Il rappresentante dell’ASP, Pino Paone, ha parlato di sensibilizzazione che deve essere condotta dal basso, bisogna partire dalle scuole.

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