Coronavirus, Sileri a Catanzaro: “In Calabria servono più tamponi”

Coronavirus, Sileri a Catanzaro: “In Calabria servono più tamponi” 3 Aprile 2020 “Non è un sopralluogo, è semplicemente un essere presenti per capire ciò che viene fatto,  ascoltare le necessità per riportarle al centro, a Roma, per cercare di migliorare quello che dev’essere migliorato nell’emergenza”.

Lo ha affermato il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, parlando con i giornalisti davanti l’ospedale di Catanzaro, prima tappa  della sua visita in Calabria per fare il punto sulle misure messe in campo a livello regionale contro il coronavirus. “La mia visita – ha proseguito Sileri – è proprio per ascoltare direttamente quelle che sono le necessità. Ora vengono pubblicate on line le forniture, le carenze che ci sono state in tutt’Italia, non solo in Calabria”. “E’ chiaro -ha proseguito Sileri- che la gran parte del materiale è stato dirottato al Nord, dove c’è stata, a differenza del Centro-Sud, un’ondata spaventosa e quindi capite come la necessità lì sia davvero immediata.

Certamente – ha sostenuto il viceministro della Salute – le cose più importanti nell’immediato devono essere anzitutto i tamponi: l’ondata nel Centro-Sud non è avvenuta come nel Nord, questo grazie alle misure di contenimento e di distanza che non hanno consentito la diffusione, ma qui credo che nell’immediato servano dispositivi per proteggere coloro che lavorano, soprattutto a livello sanitario, e tamponi per verificare i contagi, e poi – ha rilevato Sileri – è chiaro che servono i respiratori e il tutto il resto. Nell’immediatezza, comunque, proteggere gli operatori e i lavoratori è essenziale”. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se la sanità in Calabria, oggi commissariata, tornerà in capo alla Regione, Sileri ha risposto: “In questo momento dobbiamo vincere la battaglia contro il Coronavirus. Serve maggior dialogo e coesione. I nodi vengono al pettine e devono essere sciolti e rimossi.

Io sono qui – ha specificato il viceministro – per capire come possiamo ulteriormente migliorarci, dopo di che, in merito a sentenze e al resto, io credo che in questo momento bisogna sconfiggere questo nemico invisibili tutti insieme e cerchiamo di aiutare la Calabria e i calabresi migliorando le cose che non vanno, tipo carenza di tamponi, problemi con le Rsa, i percorsi. I problemi della sanità in Calabria sono preesistenti, lo sappiamo, è inutile nascondersi, ma – ha sostenuto Sileri – questo è il momento, è l’occasione, nel dramma, per rafforzare nell’immediato molte delle cose che non vanno”.

“Stop polemiche, futuro dirà chi sbagliato”

“Basta con le polemiche, non servono a nulla. Serve lavorare, rimboccarsi le maniche, poi chi ha sbagliato, se ha sbagliato, in futuro pagherà. Si continuano a fare polemiche, dal primo giorno – ha sostenuto Sileri – ci sono le polemiche, è un rincorrere polemiche. Vorrei esprimere un concetto molto semplice: stiamo combattendo un qualcosa che non è mai avvenuto in questa forma nella storia dell’umanità, e se pensiamo di risolvere questo problema con la testa di ieri, con il modo di pensare di ieri non ne usciamo”.

“Serve – ha proseguito il viceministro della Salute – un modo nuovo di pensare, un modo nuovo di affrontare, un modo nuovo di unirsi, un modo nuovo di riprogrammare le nostre attività e il nostro lavoro. Le polemiche non servono a nulla, davvero a nulla”. Secondo Sileri, “è chiaro che qualche sbaglio ci sarà stato, non l’abbiamo fatto solo noi, ma si tratta di sbagli dovuti a un’impreparazione avanti a una cosa estremamente nuova. Se prendete gli altri paesi del mondo, anche europei, vedete che stanno  vivendo oggi quello che noi abbiamo vissuto in anticipo quando è arrivata l’epidemia da noi. È un problema globale, quindi basta con le polemiche, non servono a nulla. Serve lavorare, rimboccarsi le maniche, poi chi ha sbagliato, se ha sbagliato, in futuro pagherà. Queste polemiche non aiutano in primis chi sta sul campo, medici e infermieri, che stanno combattendo per aiutare le persone e salvare loro la vita”

“Ce la faremo, è imperativo resistere fino a vaccino”

“Una cosa è certa: la battaglia verrà vinta, si tratta, però, di resistere e convivere con il virus per un periodo  di tempo finché non avremo il vaccino. Le misure di contenimento sono già state prolungate fino a dopo Pasqua, in questo momento è prematuro dire se si andrà oltre, perché va visto l’andamento epidemiologico”, ha detto Sileri, rispondendo alle domande su un ulteriore prolungamento delle restrizioni. “Però, i risultati che abbiamo mostrano che vi è un calo dei contagi, soprattutto dei contagi più gravi, quelli che richiedono l’ospedalizzazione”. “L’aumento dei tamponi che vengono fatti”, ha rilevato il viceministro, “scova ovviamente più positivi, ma sono meno gravi, e quindi c’è un alleggerimento sulle terapie intensive. Io sono sicuro che nei prossimi giorni continuerò a vedere un calo. La mortalità è ancora alta, ma chi muore oggi purtroppo è chi si è ammalato giorni e settimane fa, quindi caleranno anche i morti. E poi di volta in volta vedremo le modalità per far ripartire l’Italia. Serviranno delle strategie per il post coronavirus”, ha concluso Sileri, evidenziando come fondamentali “la protezione dei lavoratori, l’individuazione di coloro che hanno avuto il virus e una ripartenza graduale per proteggere la popolazione, compatibilmente con il controllo territoriale di eventuali altri focolai”.

“Dobbiamo evitare casi come Rsa Chiaravalle”

“Sicuramente non deve ripetersi una situazione del genere. Della vicenda di Chiaravalle – ha specificato Sileri – con il commissario Cotticelli. E’ stato gestito il trasferimento degli infetti, so che il commissario sta già facendo anche una verifica. È scoppiato un caso, ma dal caso bisogna proseguire e controllare tutte le situazioni affinchè non si ripeta più una situazione del genere. Immagino che ci saranno le indagini, anzitutto di chi si occupa della sanità e poi ci saranno anche indagini della Procura e questo lo lasciamo alle loro valutazioni. Sicuramente – ha concluso il viceministro della Salute – non deve ripetersi una situazione del genere”.

Redazione Calabria 7

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