Coronavirus, il Codacons diffida la Santelli. Ma non è il solo: tutti invocano certezze su chi viene da fuori

Coronavirus, il Codacons diffida la Santelli. Ma non è il solo: tutti invocano certezze su chi viene da fuori 23 Marzo 2020 (D.C.) – Professionisti, intellettuali, naturalmente associazioni in difesa dei consumatori come il Codacons su tutti ad esempio, ma anche cittadini comuni.

Sono dunque molti a chiedere una specie di censimento dei nuovi arrivati in una Calabria che – da chiusa – potrebbe divenire addirittura ‘blindata’ per il terrore del propagarsi del Coronavirus dalle martoriate latitudini settentrionali in cui il Covid-19 sta ahinoi mietendo migliaia di vittime.

E sembra incredibile pensare a come, quando dalla Settimana Santa ci separano all’incirca una quindicina di giorni, in una parte della cattolicissima Italia si invochi questo indefettibile passaggio prima di consentire l’ingresso in una regione che, al pari delle altre del Sud, vorrebbe in maniera del tutto legittima arginare il rischio del dilagare del dannato Sars-Cov-2 al proprio interno. Di seguito la diffida sul ‘tema’ alla presidente Jole Santelli del Codacons:

   

 

Al  Presidente  Giunta Regione  Calabria Al Dirigente  Protezione Civile A seguito  di numerose richieste pervenuteci, riteniamo doveroso che la Regione Calabria provveda, con estrema chiarezza e la massima  sollecitudine, a fornire non soltanto il numero  dei soggetti che, avendo fatto rientro in Calabria,  si sono registrati sul sito istituzionale, ma indichi anche  il luogo di destinazione.

Da giorni è attivo sul sito istituzionale  della Regione Calabria una scheda censimento per il monitoraggio dei rischi  da Covid-19. Una sorta di database per registrare il flusso degli arrivi e la  loro destinazione. Com’è noto il rientro incontrollato anche nella nostra regione ha  causato numerosi episodi di contagio.

Tanto in un territorio che ha un sistema sanitario  al collasso. Ciò ha imposto una serie di provvedimenti tesi a frenare questo esodo di ritorno. Purtroppo,  come evidenziato dallo stesso Governatore, si stima che solo 1/3 dei soggetti rientrati in Calabria si sia  registrato sul sito istituzionale. Riteniamo doveroso precisare che non si vuol certo fomentare un clima di odio  o di caccia alle streghe bensì cercare di tutelare la salute pubblica e contenere i rischi per tutti atteso che le  condizioni del sistema sanitario attuale non sono in grado di offrire garanzie di cure per tutti coloro che hanno necessità  di terapia intensiva, nè di garantire allo stesso personale sanitario strumenti adeguati di protezione.

La situazione è grave. Non  vogliamo arrivare alla delazione, denunciando i nostri vicini, ma spingerli a fare il proprio dovere, rispettando le regole. Se qualcuno  è rientrato e non si è segnalato, dev’essere portato a farlo per il bene della comunità e di tutti. Pertanto, al fine di creare una rete  virtuosa tra istituzioni e cittadini onde porre in essere un reale e capillare controllo sui territori – teso a preservare la salute pubblica  – onde verificare la rispondenza delle segnalazioni agli effettivi rientri, si CHIEDE che la Regione pubblichi sul proprio sito istituzionale non solo  il numero dei soggetti che si siano registrati, avendo fatto rientro in Calabria; MA INDICHI ANCHE IL LUOGO DI DESTINAZIONE.

Tanto per consentire una auspicata  collaborazione dei cittadini nell’individuare e segnalare soggetti che – sebbene rientrati – non abbiano provveduto a rappresentarlo alle Autorità. La presente costituisce  anche istanza di accesso ex legge 241/1990 finalizzata ad acquisire il numero dei soggetti registrati per ogni singolo comune calabrese. Ringrazio e saluto.

Avv. Francesco Di Lieto

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