Catanzaro, all’UMG il convegno sull’Audiovestibologia 2019 (SERVIZIO TV)

Di Carmen Mirarchi

L’evento è inserito nel Programma nazionale di Formazione Continua in Medicina. Il Convegno nasce dall’attenzione alla multidisciplinarità dopo l’incontro tenutasi negli anni precedenti. Nell ‘Auditurium dall’Università presenti anche stand per gli addetti ai lavori.

   

Ad organizzare il professore Giuseppe Chiarella e il professor Ettore Cassandro. Due giornate di intenso lavoro che vedrà la partecipazione di importanti esponenti del settore . Tra le tematiche che verranno affrontate: Patologia cardiovascolare e sistema uditivo e vestibolare, Patologie endocrine – metabolica e sistema uditivo e vestibolare, Patologia neurologica e psichiatrica e sistema uditivo e vestibolare. La conclusione è stato il focus del Presidente Chiarella.

Il Presidente nazionale dell ‘ Associazione nazionale sordi ci racconta la sua storia e ci spiega le attività della stessa associazione: “La stretta collaborazione con le associazioni può aiutare i più piccoli che sono effetti da patologie uditive. Il mio impegno è nei confronti dei più piccoli affinché ma non solo affinché ci sia più tutela anche per chi si ammala dopo i 13 anni” ha detto.

“Un convegno che è approfondimento per la patologia uditiva collegata ad altri settori. Un confronto tra specialisti e accademici che serve a far capire a tutti come sia auspicabile la collaborazione “ha spiegato il professore dell’Umg Chiarella e Presidente del Convegno. ” Ci sarà l’anteprima sugli affetti non uditivi del rumore e dell ‘ inquinamento acustico per cui l ‘ Europa chiede maggiore impegno” .

Il professor Chiarella ha precisato che c’è una sottolineatura di allarme per la patologia uditiva. ” Chi ha problema uditivi invecchia peggio aumentando possibilità di cadute, Alzheimer e problemi cognitivi. I consigli sono sempre multidisciplinari. Si consiglia di sensibilizzare chi per primo incontra il paziente “.
Presente anche la Presidente della società italiana di audiologia , Elisabetta Genovese che ci ha raccontato del progetto in atto in Emilia Romagna, apre alla possibilità di vedere il medesimo progetto anche in Calabria. ” Siamo partiti considerando molto anche la logopedia. Abbiamo creato sei team ed abbiamo effettuato un monitoraggio continuo dei bambini con i dati inviati in Regione. Sarebbe una base di confronto se la raccolta dei dati ci fosse in tutte le Regioni”.

Redazione Calabria 7

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