Asp Catanzaro sospende vaccino meningococco B: protesta di mamme e pediatri

Asp Catanzaro sospende vaccino meningococco B: protesta di mamme e pediatri 17 Maggio 202017 Maggio 2020 di Alessandro Manfredi – Il servizio di vaccinazione dell’Asp di Catanzaro non esegue il vaccino contro la meningite da meningococco B, poiché consigliato e non obbligatorio. Non lo esegue perché è necessario dare priorità a quelli obbligatori, così come previsto dal ministero o dall’Oms.

In queste settimane, dagli uffici del servizio vaccinazione dell’Asp di Catanzaro di via Acri, sono giunte telefonate a molte mamme, per avvisarle del rinvio della vaccinazione del Bexsero contro la meningite da meningococco B sui loro bambini. Una disposizione adottata per recuperare i ritardi accumulati dalla chiusura degli uffici, avvenuta fino al 23 aprile, dopo due mesi di disservizio causato dalla mancanza di dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari. Poi, dopo l’intervento del sindaco Sergio Abramo, che ha donato il materiale per riattivare il servizio, così come previsto dalla Circolare del governatore Jole Santelli emessa in data 13 aprile, si è data priorità alla vaccinazione obbligatoria, rinviando i vaccini consigliati.

Alcune mamme, appreso il rinvio, hanno contattato i pediatri, chiedendo loro informazioni sui problemi legati ad una lunga sospensione tra una dose e l’altra del Bexsero. Infatti, alcuni bambini, devono ricevere la terza dose per completare il ciclo nell’anno di età così come previsto, altri la seconda ed altri ancora la prima, ma dovranno telefonare a settembre per capire quando potranno prenotarsi. In pratica i genitori dei bambini si sono preoccupati dell’efficacia del vaccino con dosi così lontane e, soprattutto, del pericolo al quale si espongono i bambini, poiché, così come i pediatri confermano, le tre dosi sono fondamentali per dare una efficacia al vaccino, altrimenti si lascia i bambini all’esposizione del rischio meningite.

   

Proprio i pediatri il 5 maggio hanno segnalato il problema agli organi responsabili del servizio attraverso una pec, chiedendo il ripristino della vaccinazione del Bexsero e offrendosi di aiutare l’Asp dopo ovvio accordo con la Regione Calabria. Ma non hanno ottenuto nessuna risposta. Chi invece ha ottenuto risposte, parlando al telefono con l’ufficio Asp, sono state alcune mamme. La giustificazione dell’Asp di Catanzaro è stata che si stanno mettendo in pratica le linee ministeriali e dell’Oms e di non avere preoccupazione sull’efficacia del vaccino, poiché non importa farlo tra qualche mese.

Un’inesattezza, almeno da quanto verificato con pediatri e tramite ricerche tra disposizioni varie, poiché sia l’Oms, che l’Iss che il ministero dispongono di eseguire tutti i vaccini, soprattutto in tempo di Covid, anche per non confondere eventuali patologie con quella del Coronavirus. I vaccini obbligatori per i bambini dal 2017 sono diventati dieci. Tra i fortemente consigliati, anche se non obbligatorio, c’è il vaccino contro la meningite da meningococco B. Questa è la disposizione generale solita, e a quanto pare nessun’altra disposizione è sopraggiunta. Abbiamo verificato alcune Asp calabresi e italiane e tutte eseguono il vaccino contro la meningite da menigococco B. Perciò, fino a prova contraria, che continueremo a cercare, solo l’Asp di Catanzaro ha adottato queste disposizioni. 

Di certo, sul sito dell’Asp di Catanzaro non vi è alcuna comunicazione in merito se non questa dicitura: “Le vaccinazioni che verranno praticate prioritariamente in questo periodo sono quelle indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.)”.

Ecco cosa dice l’Oms:  “Dare la priorità al ciclo primario delle vaccinazioni, in particolare al vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (MPR), ai vaccini contro la poliomielite e agli altri vaccini combinati”. Ma non specifica sospensione del Bexsero, che anzi considera da sempre una priorità, anche se solo consigliata.

Invece, sempre l’Oms, in merito al valore del richiamo del vaccino dice: “Il richiamo di una vaccinazione permette di mantenere elevata la protezione immunitaria individuale nei confronti di una specifica malattia infettiva e garantire, qualora i livelli di copertura vaccinale siano elevati”. Se non si completano le dosi previste il vaccino ha molto meno efficacia.

Come sanno ovviamente i pediatri. Ecco cosa dice il Presidente della FIMP, Paolo Biasci: “Raccomandiamo, soprattutto per la presenza del Covid, la somministrazione del vaccino anti-meningococco B introdotto nei LEA dal 2017, e iniziando dal terzo mese, in considerazione della maggiore incidenza, per numero e gravità dei casi, nei primi 24 mesi di vita. Anche il vaccino anti-meningococco C o il quadrivalente (ACWY) può essere co-somministrato col già raccomandato tetravalente MPRV, completando così la protezione verso gravi patologie invasive”.

Dunque, non esisterebbe alcuna reale indicazione finalizzata a rinviare il vaccino contro la meningite da meningococco B, anzi, si deve fare, perché farlo slittare significa non offrire copertura ai vaccinati. Chi di competenza intervenga, perché a rischio c’è la salute di tantissimi bambini.

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