MondoGP, i commenti dopo il Gran Premio d’America

A cura di M. Ceravolo, F. Allevato e J. Barberio

Amici di MONDOGP rieccoci, per la prima volta in forma scritta, ad analizzare i temi del Gran Premio D’America. Partiamo, come di consueto, dalle classi minori, dove gli italiani la fanno da padrone, per poi arrivare al fenomenale Marc Marquez arrivato alla sua sesta vittoria, su sei, sulla pista texana.

Moto3

Pensavate che la gara di Moto3 sarebbe stata scontata? La classe minore del motomondiale, nonostante mostri dei valori diversi nelle prove, rispetto alle altre due classi, in gara, riserva sempre risvolti diversi.

Vince Jorge Martin davanti ad Enea Bastianini e Marco Bezzecchi. Fin qui sembra tutto normale, se non che, fino a metà gara, proprio colui il quale è salito sul terzo gradino del podio, era in testa.

Gran gara quella di Marco Bezzecchi che ha dimostrato, ancora una volta, di essere maturato per stare con i primi e diventare un abituè delle posizioni che contano.

 Al momento occupa la terza casella della classifica iridata ma, se continua a guidare per come abbiamo visto fino ad ora, potrà ambire sicuramente ad un qualcosa in più.

 Speriamo solo che, come è successo più volte per colui che lo ha preceduto all’arrivo in questa gara, non si perda per strada.

Non ci resta che aspettare e vedere nelle prossime gare.

CLASSIFICA IRIDATA

1 Martin J.                               50

2 Canet A.                               48

3 Bezzecchi M .                       43

4 Di Giannantonio F.               37

5 Bastianini E.                         33

6 Dalla Porta L.                       25

7 Migno A.                              22

8 Rodrigo G.                           22

9 Antonelli N.                         21

10 Kornfeil J.                        18

 

Moto2

In un Gran Premio, condizionato dalle difficili condizioni di pista, sono usciti allo scoperto i fuoriclasse in Moto2. Ancora una volta, gli italiani, si confermano assoluti protagonisti, Pecco Bagnaia vince in maniera netta e autorevole sul dominatore delle prove Alex Marquez, più indietro Mattia Pasini e Lorenzo Baldassarri che restano comunque in zone calde per quanto riguarda la classifica iridata, in cui adesso comanda il pilota dello Sky VR46.

Seconda vittoria dell’anno dunque per Bagnaia, che vince in maniera tranquilla la corsa, recuperando facilmente il gap dallo spagnolo e involandosi verso la vittoria. Ciò che risalta, del pilota italiano, è l’efficacia dello stile di guida, pulito e scorrevole, ma quando serve anche sporco e più incisivo.

La sensazione è che Pramac, che lo avrà in Motogp l’anno prossimo, abbia fatto un bel colpo.

Menzione d’onore per Joan Mir, il rookie della categoria, che arriva ai piedi del podio e si conferma come il talento più cristallino della classe di mezzo, in Europa bisognerà tener conto anche di lui.

Completa il podio la ktm di Oliveira, sempre costante e veloce, ma mancante ancor di quel “quid” in più capace di fare la differenza.

CLASSIFICA IRIDATA

1 Bagnaia F.         57

2 Pasini M.           47

3 Marquez A.       47

4 Oliveira M.        43

5 Baldassarri L.   39

6 Vierge X.          28

7 Mir J.27            30

8 Binder B.          20

9 Lecuona I.       16

10 Aegerter D.   16

 

MotoGP  TOP

MARC MARQUEZ E LA HONDA

Ed eccoci alla classe regina che, per una volta, non ha regalato eccessive emozioni. Marc Marquez si conferma cannibale qui ad Austin e conquista, per il sesto anno di fila, la doppietta Pole\vittoria. Le curve strette, le forti staccate a sinistra e i cambi di direzione repentini hanno esaltato le caratteristiche del pilota spagnolo e della sua moto che, in maniera quasi imbarazzante, ha staccato il gruppo al primo giro e si involato verso la prima vittoria dell’anno.

Le polemiche del dopo Argentina e la penalizzazione delle qualifiche non hanno destabilizzato Marquez che si conferma il pilota più veloce del mondo ad Austin e più in forma del campionato.

La Honda, dal canto suo, conferma di aver fatto una gran moto, il motore più gestibile rende la moto più maneggevole e, di ciò, ne giovano anche gli altri piloti di punta della casa di Tokyo; Crutchlhow, infatti, secondo i dati della telemetria Honda, avrebbe potuto lottare per il podio, se non fosse incappato nella perdita di aderenza all’anteriore che lo ha steso giù, mentre Pedrosa conclude eroicamente al settimo posto la gara, dopo la recente operazione al posto.

MAVERICK VINALES E LA YAMAHA

L’avevamo annunciato in ripresa ed eccolo qua, Vinales ritrova la fiducia nella M1, su una pista sulla carta non particolarmente favorevole alla casa di Iwata.

Prove, qualifiche e gara di sostanza per Maverick, che ha ritrovato nel telaio più congeniale a lui la chiave per il feeling ritrovato.

Un filo di attesa nella prima fase iniziale della gara, dopodiché le gomme hanno fatto il loro lavoro e, complice una gestione delle gomme usate finalmente migliore, il pilota Yamaha è riuscito facilmente a prendere la seconda posizione di Iannone.

Notizie più che incoraggianti per Yamaha, che sta attuando una forte pressione sui propri ingegneri elettronici per ovviare al gap che si è posto in materia di degrado gomme rispetto a Honda e Ducati, in seguito al diverso uso del software Magneti Marelli.

La nota lieta del week-end Yamaha è sicuramente l’essere riusciti ad essere competitivi in una condizione di pista solitamente critica, ovvero la mancanza di grip.

A tal proposito, sul nuovo asfalto di Jerez, le Yamaha sono capaci ed obbligate a lottare per la vittoria.

ANDREA IANNONE E SUZUKI

La Suzuki sembra finalmente aver trovato una sua dimensione competitiva, la moto 2018 si conferma abile nei cambi di direzione e nella guidabilità, mentre pecca ancora di potenza e accelerazione.

A gioire di ciò è un ritrovato Andrea Iannone, che ha avuto il doppio merito di essere stato l’unico in grado di ostacolare Marquez nei primi giri, e di essersi poi sciolto in lacrime nelle interviste post-gara, mostrando le sue fragilità per un periodo difficile si spera adesso concluso.

Le voci di mercato che lo vogliono via da Suzuki nuovamente per far spazio a Jorge Lorenzo lo hanno stimolato a tal punto da ritrovare il podio dopo un’interminabile astinenza.

FLOP

VALENTINO ROSSI

Un quarto posto, seppur su una pista non troppo gradita dalla sua M1, non può soddisfare uno spento Rossi, ancor più se si considera l’ottima prestazione del compagno di squadra.

Le prove avevano mostrato al contrario un ottimo passo ai fini del podio, ma le temperature più alte in gara hanno relegato il dottore ad un noioso quarto posto in solitaria.

Tuttavia è innegabile come la M1 2018 piaccia maggiormente al pilota italiano, proprio per questo motivo Jerez e le gare europee saranno un banco di prova cruciale per il resto della stagione e per i tifosi del nove volte iridato.

DOVIZIOSO, LORENZO E DUCATI

Come da previsione gara difficile per la casa di Borgo Panigale che è costretta a giocare in difesa sul circuito texano.

Il layout di Austin è stato in netto contrasto con le caratteristiche della Ducati, lenta nei cambi di direzioni ed in uscita dalle curve a bassa velocità.

Andrea Dovizioso è autore di una gara splendida considerate le difficoltà della moto, taglia il traguardo infatti in sesta posizione a tredici secondi dalla leadership della corsa  e agguanta cosi facendo la testa del campionato; per il forlivese era cruciale chiudere questa fase extra-europea con più punti possibili, in vista di gare più favorevoli.

Adesso per testare la vera competitività della desmosedici bisognerà concretizzare un buon risultato su piste difficile come Jerez e Le Mans, il cuore del campionato; servirà inoltre un pronto, meritato e rapido rinnovo per il Dovi, alle prese con i primi segnali di giustificato nervosismo.

Chi sembra giunto al capolinea della sua avventura in Ducati è Jorge Lorenzo, autore di una pessima gara, ma soprattutto protagonista di un atteggiamento poco propositivo anche in fase di bagarre con piloti del calibro di Rabat e Miller, di certo inferiori al maiorchino come talento.

Le voci di mercato si fanno insistenti, la Suzuki preme per averlo, ma occhio anche a KTM, che ha appena firmato Johann Zarco per la prossima stagione.

APRILIA\KTM

Purtroppo si confermano punti fissi nella nostra categoria flop, Aprilia e KTM, la casa italiana naviga nell’incertezza di un futuro poco roseo dal punto di vista tecnico, anche se piste europee come la prossima Jerez possono di fatto rilanciare la moto di Noale, KTM invece torna dall’America con la sola nota lieta di aver finalmente messo sotto contratto un top rider, Johann Zarco.

CLASSIFICA IRIDATA

1 Dovizioso A          46

2 Marquez M.          45

3 Vinales M.            41

4 Crutchlow C.        38

5 Zarco J.                 38

6 Iannone A.            31

7 Rossi V.               29

8 Miller J.                26

9 Rabat T.                22

10 Petrucci D.         21

 

Moto3 a cura di Maurizio Ceravolo

Moto2 e MotoGP a cura di Francesco Allevato

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