Pannofino_Fresi

(di Nico De Luca) – Magna Graecia Film Festival terzo giorno a Lido di Catanzaro.

Nella conferenza stampa quotidiana con gli artisti si parla del film del giorno con Viola Prestiero, produttrice di Frenesia, in proiezione questa sera.

      PRESTIERO

“E’ la storia vera ispirata ad un amico di Valeria (Golino) – afferma -, una storia in cui il tema della morte è un

giusto mix fra tragico e delicato. Dopo l’argomento del suicidio assistito in ‘Miele’, questo film parla della fratellanza con due personaggi consanguinei ma estremamente diversi. Il titolo? Prende spunto dallo stato di euforia (quello in cui  viveva uno dei due) prima di essere investiti dal destino dell’altro fratello”.

Netflix e Amazon hanno cambiato la figura del produttore? ha chiesto il moderatore Antonio Capellupo “Dipende dalle generazioni  -ha sintetizzato la Prestiero – ci sono produttori inquadrati secondo i vecchi canoni e quelli più giovani. I grandi registi dettano giustamente le loro condizioni, gli altri si adeguano. In ogni caso il pubblico della rete determina ormai tantissimo, anche perché quello che va in sala è sempre più scarso”.

FRESI – PANNOFINO

Quando arriva il tandem Fresi-Pannofino ti accorgi che in questi casi vale la pena affrontare orari ‘scabrosi’ per le conferenze stampa, malgrado la frescura e l’eleganza delle sale (Perla del Porto) che ospita buona parte degli eventi extra-palco del MGFF.

I due sono in gran forma, consci della simpatia che riscuotono anche per le forme di girovita che madre-natura gli ha donato e che loro contribuiscono a mantenere (“siamo ognuno il dietologo dell’altro…” ha chiosato Pannofino un uno dei tanti sketches istintivi che producono fuori-scena.

Entrambi sono stati protagonisti di ‘L’uomo che comprò la luna’, film di Paolo Zucca proiettato ieri sera 29 luglio nell’area porto di una Catanzaro Lido festosa per  la ricorrenza della SS Madonna di Porto Salvo.

E’ la storia un po’ bizzarra e surreale di due agenti segreti alle prese con un movimento che vende porzioni di Luna in Sardegna, contrariando gli Stati Uniti.

“E’ un testo un po assurdo che mi è piaciuto subito – hanno detto quasi simbioticamente i due attori – Ci ritroviamo ormai in parecchie produzioni e ci troviamo bene, anche fuori dal set”.

Fresi in particolare, rilevando la sua genetica a metà tra la Sardegna e l’Alto Adige, ha rilevato la capacità di questo film di fare autocritica da parte di una popolazione – quella isolana – molto orgogliosa”.

Molto importante il passaggio relativo alle loro capacità di doppiatori: “La scuola di doppiaggio italiana- ha detto Pannofino – è la migliore del mondo perchè questo settore ha bisogno di grande talento”. Gli ha fatto eco Fresi: “Quando qualcuno dice che il doppiaggio è arte di serie B mi viene da ridere: chi va in scena ha camera da presa, costumi e scenografia per incarnare il personaggio; chi va in cabina di doppiaggio spesso lo fa in pantaloncini e magliette davanti un microfono: quindi deve dar fondo solo alla propria bravura per fare il personaggio a cui da voce.

E poi – hanno concluso – ogni produttore ed ogni attore preferisce far vedere il prodotto ad un numero molto superiore di spettatori rispetto alla presunta fedeltà della lingua originale che purtroppo capisce ed apprezza solo una minima parte di gente.”

In conclusione i due artisti hanno espresso il proprio convinto plauso per la riapertura di una radio FM (Ciak ndr) catanzarese tornata nell’etere dopo quindici anni.

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