Proiettato il film con gli speaker delle radio libere

In tre affollate proiezioni (matinee per le scuole) il regista catanzarese Massimo Falsetta ha portato anche nella sua città la pellicola ‘Onde Road’ dedicata alla storia delle radio libere. Dietro i microfoni delle emittenti pirata degli anni Settanta ci sono stati numerosi figli della città dei Tre Colli. Nella maggior parte dei casi si trattava di gente comune con tanta voglia di comunicare e con un incondizionato amore per la musica. Non solo per quella italiana, ma anche e soprattutto per quella importata dalla lontana Inghilterra. Ad essere protagonista nella pellicola del regista Ivan Falsetta, è tutta la Calabria, che non a caso in quegli anni di lotte per ideali politici, libertà e trasgressione – occupava il secondo posto delle regioni italiane per numero di emittenti. Per questo motivo la proiezione nella sala del Nuovo Supercinema, messo a disposizione da Maurizio Mottola d’Amato e gli altri componenti dell’associazione “Catanzaro dentro le mura”  può che essere definito un ritorno a casa. La casa degli storici speaker che inondavano l’etere con le loro originali e divertenti trasmissioni, più o meni conosciuti, come Frank Teti, Ennio Spina, Pietro Falbo, Gianfranco Falsetta, Giovanni Mancuso, Franco Luppino, Claudio Giordano, Luciano Santillo, Maurizio Cristofalo, Nino Mirante Marini, Massimo Amato, Alberto Barbuto, Luigi Mussari. Sono loro a dare testimonianza diretta allo spettatore delle loro esperienze tra microfoni, dischi, dediche e transistor. Narrazioni che si accavallano e delineano uno scenario di grande fervore culturale. I loro programmi ebbero infatti la forza di stravolgere i palinsesti delle radio convenzionali e dare spazio a un nuovo tipo di musica: soul, rock, punk, musica techno: insomma, tutta l’avanguardia della musica alternativa. La scintilla creativa per il giovane regista è legata proprio ad un ricordo di questo genere: “Ho portato sempre nel cuore l’immagine di mio fratello maggiore Gianfranco (presente anche nella pellicola) – ha raccontato alla platea – che usciva coi suoi dischi in vinile “Metal” e andava nella piccola radio del nostro paese d’infanzia, Botricello, e tornava sempre felice di ciò che faceva benché trasmettesse una musica inusuale sia per il tempo che per il luogo. Questo era l’essenza della libertà di quei tempi”. (r.m.)