La bossa brasileira di Cammariere al Festival d’Autunno

Al teatro Politeama

Politeama pieno per il concerto di Sergio Cammariere, figlio di Calabria, che ha regalato i suoi tipici virtuosismi al piano forte ed un’atmosfera intimistica dalla vena a tratti malinconica a tratti molto allegra con i ritmi bossa di tante sue canzoni.

Una carriera, quella di Cammariere, segnata da numerosi successi e premi che lo hanno inserito di diritto tra i nomi prestigiosi del nostro canzoniere grazie anche ad una versatilità non comune. Una vita dedicata alla musica non solamente in veste di cantautore ma prestata anche al cinema e al teatro.

Esploso nel 2003 al Festival d Sanremo con il raggiungimento del terzo posto e l’aggiudicazione del Premio della Critica si è sempre distinto per le sue composizioni estremamente raffinate ed ispirate alla musica brasiliana che ha “frequentato” in gioventù grazie alle collaborazioni significative con Carlos Lyra, Leny Andrade, Irio de Paula e Jim Porto, musicisti ai quali deve la sua forte passione per la musica brasiliana.

In ogni suo album è evidente la sua Alma Brasileira e l’amore per una terra che lui ha adottato nei suoni e nelle sfumature. La musica brasiliana, da Villa Lobos a Pixiguinha, da Vinicius De Moraes a Tom Jobim, ha influenzato notevolmente il suo mondo musicale.
Accompagnato dagli stessi musicisti con i quali condivide il palco da oltre venti anni: Amedeo Ariano, batteria, Luca Bulgarelli, contrabbasso, Bruno Marcozzi, percussioni, Daniele Tittarelli, sax, Sergio Cammariere ha eseguito una lunga scaletta con i brani che hanno segnato la sua carriera tra cui Cantautore piccolino, L’amore non si spiega, Niente, Sorella mia, Buonanotte per te e Sila, quest’ultima dedicata ad un “pezzo” di quella Calabria che lui ama.

Il cantautore crotonese ha comunque resto un copioso omaggio al Brasile, a quegli autori e ai loro brani a cui si è molto ispirato nelle sue composizioni.

Due momenti fuori scaletta per l’emozione dell’artista prima e dopo un pezzo dedicato al padre, presente a Catanzaro nel suo primo concerto del 2003; e poi quando ha invitato il pubblico a cantare un refrain del suo successo “Tutto quello che un uomo”. Avvicinatosi ad una barcaccia ha chiamato al piano prima una ragazzina poi la madre per qualche passaggio al microfono, un’idea molto apprezzata e applaudita.

Nella sua presentazione del concerto il direttore artistico del Festival d’Autunno Tonia Santacroce ha ricordato gli ultimi due appuntamenti della rassegna (che ha già proposto Loredana Bertè e Toquinho ed altri eventi collaterali molto interessanti): i Singing Cluster Coro  mercoledì 31 all’oratorio del Carmine e Stefano Bollani   l’8 novembre al Politeama.