Insegnante calabrese mandata in Toscana, accolto ricorso

Un’insegnante calabrese, era stata trasferita in Toscana da Lamezia Terme e, nonostante il padre invalido, era stata scavalcata da altri docenti nell’assegnazione di sedi più vicine. Ha presentato successivamente ricorso, accolto ora dalla Corte di Appello di Firenze, sezione Lavoro con la sentenza n. 621/2019 pubblicata il 10 settembre 2019, che in riforma della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Pisa, ha dichiarato l’illegittimità delle operazioni di mobilità dell’anno 2017 con cui il Miur aveva disposto l’assegnazione della ricorrente presso una scuola di Pontasserchio (PI) e contestualmente accertato il diritto della ricorrente al trasferimento presso l’Ambito Territoriale di Catanzaro, condannando il MIUR – USR della Calabria ad assegnarle una sede disponibile presso detto ambito.

La docente, proveniente dalle cosiddette Gae (graduatorie ad esaurimento) era stata immessa in ruolo con il piano ministeriale straordinario della legge 107/2015 “Buona scuola”. Svolto l’anno di prova in Calabria successivamente, nonostante la preferenza per le sedi calabresi, lucane, campane e laziali, è stata trasferita in Toscana, dove è diventata titolare di cattedra in una scuola primaria di Pontasserchio (PI). La docente sarebbe stata però, scavalcata, nonostante il richiesto diritto di precedenza per assistere il padre invalido, da altre docenti che avevano ottenuto sedi più vicine.

     

La docente ha quindi lamentato, evidenziando l’illegittimità dell’art. 13 del CCNI sulla mobilità 2017/18 nella parte in cui limita il diritto di precedenza alle sole operazioni di assegnazione provvisoria e mobilità provinciale e non anche a quelle di mobilità interprovinciale. Il MIUR Ambito territoriale della Provincia di Catanzaro, proprio in data odierna, ha già eseguito la sentenza e la docente è stata trasferita presso la sede l’IC Sant’Eufemia di Lamezia Terme.

 

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