Folk n’ Roll, nel segno della musica

di Antonia Opipari

Sono usciti vincitori dall’ottava edizione del Gran Premio Manente lo scorso 25 agosto, aggiudicandosi anche il Festival dei Festival del MEI che domani li vedrà protagonisti sul palco del teatro Masini di Faenza (Ra), in occasione della più importante kermesse dedicata a tutti i festival per cantautori italiani. Sono i Folk n’ Roll, band catanzarese nata nel 2011 da un progetto di Mario Rotella e Saverio Maletta. Ci siamo fatti raccontare da loro la vita, le emozioni, il palco, la musica…

     

In origine sono i Funny Folk. Suonano cover, ma già maturano l’idea di creare un genere musicale nuovo, capace di legare sonorità rock con espressioni melodiche folk; questo proposito musicale convince Rotella e Maletta a chiudere l’esperienza con i Funny Folk e a gettare le basi per il nuovo progetto, iniziando la ricerca della giusta formazione per plasmare quel sound che oggi è il tratto distintivo del gruppo. Così alla voce graffiata di Mario ed al poliedrico Saverio, si aggiungono nel 2011 gli onirici fiati di Salvatore Rocca – che aveva già collaborato coi loro ai tempi dei Funny Folk) e, nella primavera del 2013, il potente tocco di Santino Perri e le vibrazioni di Dino Ligotti.

La collaborazione dei cinque conduce sulla via maestra: i Folk n’ Roll prendono vita e iniziano a solcare i palchi dei più importanti contest in Calabria. La consapevolezza musicale acquisita sul palco si sposta anche sul sound che diventa sempre più ricercato e, inizia a cambiare forma.

«La svolta definitiva arriva nel novembre del 2013, con l’ingresso nel gruppo del chitarrista Alfredo Ferrarelli, che dà un nuovo equilibrio, un suono più pulito e anche più deciso ai brani. A questo punto il progetto iniziale è divenuto realtà!» dicono. I live diventano creativi e coinvolgenti, le sonorità trascinanti e l’ironia del frontman Mario diletta i sempre più numerosi fans.

Nel 2014 i Folk n’ Roll coronano uno dei loro sogni: fanno da spalla ai Modena City Ramblers, il gruppo che più di altri ha influenzato il loro percorso iniziale. Da qui all’incisione del primo album d’inediti il passo è breve; la raccolta si chiama Punti di svista e contiene 7 brani originali e la cover Brigante se more il cui testo sottolinea l’attaccamento del gruppo alla propria terra, a quella Calabria che «lotta e non si arrende».

Nel 2018 entra a far parte della band un nuovo batterista, Gianfranco Bianco, mentre Maletta lascia il gruppo e cede il posto ad Alberto Barrilli il quale, con la sua chitarra acustica ed il trombone a tiro, riesce a dare una nuova marcia al sound finale sempre più pulito e definito dei Folk n’ Roll.

La band partecipa a Sanremo Rock, riapre il concerto dei Modena City Ramblers, quello dei Folkabbestia e della Bandabardò e continua a comporre brani inediti. I Folk n’ Roll sono anche impegnati in un tour in tutto il centro-sud Italia.

Parlateci dell’esperienza dei concorsi in Calabria e del Premio Manente.

«Le esperienze nei concorsi calabresi e nei vari contest sono sempre state straordinarie e particolarmente coinvolgenti e ci hanno portato a consolidare la nostra identità musicale ma, hanno soprattutto contribuito a rendere grande il gruppo, nel senso che hanno fatto sì che si consolidasse quel rapporto d’amicizia e fratellanza esistente tra noi. Ecco perché il Premio Manente ha rappresentato qualcosa di diverso: quella vittoria, che potrebbe esser vista solo come gratificazione per i sacrifici fatti, in verità ci è apparsa come un’enorme risarcimento per aver creato un cerchio di energia, di affetto e di rapporti che sicuramente lascerà il segno».

Cosa volete fare “da grandi”? Quali sono i vostri progetti futuri?

«Per il momento pensiamo all’esibizione di domani al Teatro Masini di Faenza, dove avremo l’onore di fare ascoltare il nostro inedito e una cover di un cantautore italiano, in un contesto nazionale. Speriamo di fare bene e di raccogliere da qui, tutte le energie necessarie alla realizzazione del nostro nuovo album, che è già in cantiere da qualche mese e che necessita di lavoro e di buone idee per poter essere completato».

Che consigli vi sentite di dare alle nuove generazioni di musicisti calabresi?

«In realtà più che consigli ci piacerebbe far sapere a tutti i giovani che intendono dedicarsi alla musica di farlo senza esasperarsi con i traguardi. Fare musica è una cosa naturale che rende liberi e soprattutto crea aggregazione e deve restare lontana, il più possibile da ossessioni e tormenti che la privano della sua magica attitudine a regalare armonia».

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