L’archivio di Emilia Zinzi verso Cosenza: parte la mobilitazione

Non permettere che Catanzaro perda un ricco e inestimabile giacimento culturale: il patrimonio bibliografico ed archivistico della studiosa Emilia Zinzi. Si tratta di oltre 6mila libri e 20 mila documenti, per lo più sulle arti visive, rimasti nella disponibilità degli eredi e che sono custoditi all’interno della sua ultima residenza, la villa seicentesca che si trova nel quartiere Pontegrande. È questo l’intento che ha mosso un gruppo di studiosi ed esperti a costituirsi spontaneamente in un comitato seguendo l’iniziativa del professore Mario Saccà. Storici dell’arte, architetti, giornalisti, e anche qualche rappresentante istituzionale non hanno alcuna intenzione di rimanere inoperosi e inermi di fronte all’atto di “mutilazione” del capitale storico della città. Un pericolo che si paventa da circa un anno e che, sembra diventare sempre più concreto da quando i parenti della Zinzi – contattati anche dal Comune del capoluogo – hanno confermato che le trattative con l’Università della Calabria, per il trasferimento dell’intera biblioteca all’ateneo cosentino, sono “in fase avanzata”. Le decisioni a cui si sta giungendo, dunque, rischiano di essere irreversibili. Da parte del gruppo catanzarese giunge la controproposta: instaurare un dialogo tra tutte le parti interessate. Un ruolo fondamentale dovrà essere quello dell’amministrazione comunale – rappresentata durante la riunione svoltasi nell’Oratorio della Chiesa del Carmine dal dirigente del settore cultura, Antonino Ferraiolo, e dal consigliere Rosario Lostumbo, presidente della commissione cultura – a cui viene chiesto esplicitamente da parte del comitato di sensibilizzare i familiari della studiosa sull’ importanza che la sua eredità rappresenta per la città dei Tre Colli. Ad accogliere il patrimonio librario potrebbe infatti essere una delle sedi culturali più prestigiose di Catanzaro, la biblioteca comunale De Nobili, posizionata nel cuore della città e a cui si darebbe maggiore valore facendo giungere studenti e studiosi da ogni parte della Calabria per interessarsi di una delle figure simbolo della città, come ha ribadito al tavolo dei lavori il direttore Michele Marullo.  Tra le proposte avanzate nell’incontro di ieri anche l’istituzione di un premio per celebrare la memoria di Emilia Zinzi e una serie di altre iniziative come un convegno e l’apposizione di una targa nell’archivio storico comunale (di cui si auspica la riapertura a breve). La parola passa al sindaco Sergio Abramo, per la difesa di una pezzo importante della storia del capoluogo calabrese.  

Rosita Mercatante