Catanzaro, il March sarà ampliato

Il museo archeologico e numismatico March ubicato in Villa Margherita, di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, sarà ampliato. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica, presentato dal dirigente del settore Patrimonio Gianmarco Plastino, è stato approvato dal presidente Sergio Abramo con delibera n. 296. I lavori, che dureranno quattro mesi circa, avranno un costo complessivo di 265 mila euro e inizieranno nel mese di gennaio prossimo. L’intervento è da intendersi quale prima fase realizzativa di un programma complessivo che l’Amministrazione intende perseguire, mirato al recupero dell’integrità storica delle strutture monastiche dell’ex monastero di Santa Chiara. Per l’importanza storica del complesso, tutte le successive fasi progettuali verranno sottoposte al parere della competente Soprintendenza.  L’edificio è sito in pieno centro storico, la sua posizione è dunque ideale per poter costituire un polo culturale aggregante e di forte stimolo per la cittadinanza. Sull’area in questione sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo.

L’epoca di costruzione del complesso, nato come monastero di S. Chiara, risale ai primi anni del ‘300. La costruzione fu completata presumibilmente nell’800. Il monastero fu soppresso il 5 aprile 1886 e immediatamente passò al Demanio; solo nel 1887, in parte dell’edificio, fu allocato il museo provinciale precedentemente situato in piazza Tribunale. Il museo archeologico sorge nel 1897 e negli anni 2000 fu oggetto di un’importante ristrutturazione.

     

Interventi previsti

L’intervento si presenta come un processo di riorganizzazione degli spazi interni, mediante l’annessione di ambienti un tempo utilizzati dalla legione dei carabinieri e oggi rientrati nella disponibilità dell’ Amministrazione provinciale. Dal punto di vista del rispetto dei vincoli architettonici, i lavori verranno attuati nel massimo rispetto del manufatto in tutte le sue componenti. Sono previsti, infatti, solo interventi interni a carico di nuove tramezzature ed aperture che non alterano il comportamento globale della struttura. Nello specifico, sono previste le seguenti fasi: ampliamento degli spazi espositivi con aperture murarie di collegamento tra l’area esistente e quella adiacente, al fine di riprendere l’originario impianto planimetrico in conformità con il restitutivo prospetto; nuova collocazione dei locali igienici sanitari; pavimentazioni e zoccolino in parquet; rivestimenti in gres; tinteggiature e finiture; manutenzione di infissi prospicienti la corte interna e manutenzione del portone d’ingresso; allestimento museografico-impiantistico-multimediale; nuovi impianti idrici, elettrici e di condizionamento e relativi allacci alle reti esistenti. Per quanto riguarda tutti gli impianti, si terrà conto di quelli esistenti, predisponendo allacci e continuazione degli stessi al fine di servire i nuovi spazi espositivi e i locali igienici sanitari.

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