Abbazia di Corazzo, Parentela (M5S) presenta interrogazione parlamentare

Carlopoli

La questione dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, sita in prossimità del fiume Corace, a Carlopoli, è finita sui banchi del governo. Paolo Parentela, parlamentare catanzarese del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, dopo un dossier del movimento politico “ Uniti per Carlopoli e Castagna” in cui si sottolinea la preoccupazione per lo stato di abbandono e degrado in cui versano i ruderi maestosi di una delle più importanti abbazie cistercensi del sud Italia. Il luogo ha rappresentato una presenza fondamentale nello sviluppo del territorio del Reventino ed è un monumento di tutta importanza “religiosa e culturale”, dimora già di Giacchino da Fiore e Bernardino Telesio. Il parlamentare si appella al ministro “per conoscere quali iniziative di sua competenza  intenda promuovere per un apprezzabile recupero dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo”.

Al dossier, curato dai consiglieri comunali Emanuela Talarico, Salvatore Aiello, Carlo Sacco insieme all’attivista del M5s Serafino Guerino, tutti membri di “Uniti per Carlopoli e Castagna”, ha collaborato anche Antonio De Fazio, esperto in conservazione dei beni archeologici. Nella relazione non solo di menziona il significato storico del luogo ma sono anche riportati i vari interventi  di ristrutturazione succedutisi nel corso degli anni a partire dal 1986 in cui si è avuto un consolidamento statico delle murature residue associato ad una campagna di scavi archeologici eseguiti dalla British School e successive indagini, scavi e studi da parte della Sovrintendenza. Attualmente, il pericoloso di crollo è reale in quanto sono evidenti le numerose lesioni strutturali che interessano alcuni dei muri portanti dell’abbazia.

Ci auguriamo che sia giunto il momentosi legge nella relazione – per questo sito archeologico, di ricevere quell’interesse storico-culturale-scientifico che merita, tramite un accurato progetto di recupero che preveda uno scavo archeologico sull’intero complesso, consolidando, al contempo, le mura per evitare eventuali crolli. Una volta reso fruibile, il sito può essere valorizzato