Un catanzarese tra le vittime di Cesare Battisti

Andrea Campagna era di S. Andrea sullo Jonio

Morire a 25 anni perché accusato di essere “torturatore di proletari”. E’ quando accaduto ad Andrea Campagna, agente di Pubblica Sicurezza in servizio presso la Digos di Milano, ucciso in un attentato messo in piedi dai Proletari Armati per il Comunismo. Campagna, nato a S.Andrea Sullo Jonio (Catanzaro) il 18 agosto del 1954 è una delle tante vittime di Cesare Battisti, l’ex terrorista catturato pochi giorni fa in Bolivia e facente parte dell’organizzazione armata di estrema sinistra, “famosa” per una serie di attentati, tra cui cinque omicidi. Oltre a Battisti (condannato a 4 ergastoli), la formazione terroristica era composta da Sebastiano Masala, Arrigo Cavallina, Luigi Lavazza e Pietro Mutti. Campagna, finito nel mirino dei PAC da mesi, fu freddato nel primo pomeriggio del 19 aprile 1979 con cinque colpi di rivoltella sotto l’abitazione della sua fidanzata di origine pugliese, in via Modica, nel quartiere Barona, famoso per la forte presenza di famiglie provenienti dal sud Italia. Fu un omicidio che provocò tristezza e rabbia in quanto colpì un ragazzo emigrato, autista presso la Digos del capoluogo lombardo. Fu preso di mira dai terroristi perché più debole, dopo un video nel quale si notava Campagna accompagnare in Questura alcuni sospettati di precedenti attentanti. Era diventato, dunque, come quei bersagli da centrare senza alcuna difficoltà anche perché il giovane non era impegnato in nessun tipo di indagine. Andrea era cresciuto a S.Andrea sullo Jonio (Catanzaro) in una famiglia semplice che abitava in circa 60 metri quadri di casa. Il papà Giuseppe, a Milano dal 1954, trovò lavoro come guardia giurata, ma solo dopo anni riuscì a far trasferire anche la sua famiglia. Erano tempi dove la famiglia Campagna stava costruendo un futuro tranquillo, spezzato dai cosiddetti “Anni di piombo”, caratterizzati da morte e sangue, i quali cambiarono volto all’Italia, preoccupata dall’escalation di eventi. Il ricordo del povero agente è ancora oggi forte più che mai. A Campagna, infatti, sono state intitolate la Scuola allievi di Polizia di Vibo Valentia, una via nel suo comune di nascita mentre Giuseppina Di Rosa, prefetto di Catanzaro, nel 2010, decise di conferire allo stesso la Medaglia d’oro vittime del terrorismo.

In questi ultimi giorni, il fratello Massimo, a “Il Giorno” ha espresso un suo senso di liberazione per la cattura di Battisti, condannato come esecutore materiale dell’omicidio di Andrea: “Credo che stavolta sia davvero finita, anche se sarò certo soltanto quando lo vedrò varcare le porte del carcere: spero che ci resti per 30 anni. In questo momento, provo un senso di liberazione, dopo tanta attesa”

Immagini tratte dal video della Polizia di Stato