Tentata estorsione ad imprenditore edile: due arresti

La vittima era il titolare di una impresa edile


Tentata estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa è il reato contestato a Francesco Procopio, classe ’89 e Teodoro Notaro, classe ’93.

Nei loro confronti la Polizia di Stato, ieri pomeriggio, ha eseguito due provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi dal G.I.P. Distrettuale di Catanzaro.

La vittima del comportamento illecito dei due, che secondo gli inquirenti avrebbero agito in concorso, sarebbe stato il titolare di una impresa edile impegnato nella realizzazione di lavori privati ed appalti pubblici.

Il tentativo di estorcergli somme di denaro, più volte reiterato, dapprima per una somma di 5000 euro e successivamente di 3000 euro, aveva determinato nell’imprenditore – la cui ditta è attualmente impegnata nella costruzione di ville in un’area lottizzata nel comune di Davoli – uno stato di particolare soggezione anche in considerazione della caratura criminale degli autori.

Questi dopo aver  intimidito la vittima nei pressi del suo ufficio, non ottenendo quanto preteso, continuavano ad aggirarsi minacciosamente intorno ai cantieri a bordo di motoveicoli, indossando caschi integrali.

Dalle indagini è difatti emersa l’appartenenza di Procopio ad una delle cosche più influenti nei comuni a sud di Soverato, quella che vede unite le famiglie Procopio, Lentini e Tripodi.

Notaro è stato rintracciato presso la sua abitazione e, dopo le formalità di rito, tradotto presso la locale Casa Circondariale,  mentre la notifica del provvedimento nei confronti di Procopio è stata effettuata presso la Casa Circondariale di Catanzaro dove lo stesso era già ristretto perché di recente era stato trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente.

Ros.Merc.