Tallini: “FI ha già scelto Occhiuto candidato a Governatore”

di Danilo Colacino – È un Mimmo Tallini a tutto campo, quello che a microfono aperto, ha parlato a noi di Calabria7.it nello speciale in onda domattina in versione integrale e senza filtri, mettendoci come di consueto la faccia e non sottraendosi ad alcuna domanda.

Comprese le più scomode. Ha risposto, dunque, il consigliere regionale, facendo un excursus della sua storia politica e della fisiologica evoluzione che ha avuto il capoluogo da quando lui si è affacciato sulla scena politica. “Un impegno e una passione – ha spiegato – che va avanti sin dai tempi della scuola con la militanza nell’organizzazione studentesca dell’allora Msi”.

È stato poi, però, che ha come ovvio cominciato ad avere ruoli importanti, di sempre crescente responsabilità, a partire con precisione dalla consiliatura a guida del compianto sindaco Benito Gualtieri. Tallini, però, ha detto di essere stato tutt’altro che un ‘cavaliere solitario’, incline a decidere da solo e senza confrontarsi con gli alleati, ma di aver al contrario condiviso ogni scelta. “Mi hanno spesso ingiustamente accusato e proseguono tuttora – ha sostenuto – di aver fatto e disfatto a mio piacimento, soprattutto in Comune. Falso. Non è così. Quando ero ancora membro del consiglio comunale – ha affermato – conoscevo il contenuto delle delibere di Giunta solo allorché arrivavano al vaglio dell’Aula. Al pari di ogni altro collega. Certo è però, che nelle occasioni in cui ravvisavo delle incongruenze procedevo ad emendare le pratiche stesse. Presentare degli emendamenti rientra infatti fra i diritti e i doveri di un buon amministratore. E non consento a chicchessia di sostenere il contrario.

Anzi, sfido pubblicamente tutti, a prescindere dal ruolo ricoperto, ad attestare il contrario con carte alla mano. Dimostrino insomma che io ho condizionato delle scelte strategiche sulla città o peggio raccomandato delle persone ovvero ancora fatto pressione su questo o quel dirigente o funzionario”. Tallini è stato un fiume in piena, puntando il dito in particolare contro il popolo dei social – a suo avviso sempre pronto a profferire invettive e improperi, con una “miope logica rottamatoria”, all’indirizzo di chiunque abbia attraversato varie stagioni della politica locale – la minoranza a Palazzo De Nobili ma anche contro quanti nella maggioranza non hanno sposato il progetto amministrativo condiviso prima delle elezioni. Categorico, infine, sulla candidatura a governatore del centrodestra: “È chiaro che si discuterà con i rappresentanti delle forze da cui sarà composta l’intera coalizione (nelle previsioni della vigilia uno schieramento old style di berlusconiana memoria, ndr), ma patti già stretti assegnano l’indicazione dell’aspirante presidente della Regione a Forza Italia e il coordinamento regionale del partito ha espresso la sua preferenza nei confronti del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Una designazione che sbarra il passo a fughe in avanti e auto-proclamazioni, anche al Comune di Catanzaro”.

Più esplicito di così il massimo dirigente provinciale di Fi non poteva insomma essere, spegnendo sul nascere altre velleità.

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