Stige contro la cosca Farao-Marincola, la Dda chiede 104 condanne

di Gabriella Passariello

Una sola assoluzione e 104 condanne a pene variabili dagli 8 mesi ai 20 anni di carcere sono state chieste oggi nell’aula bunker di Catanzaro per 105 imputati, giudicati con rito abbreviato, coinvolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice “Stige” contro la cosca di ‘ndragheta Farao- Marincola. Un’ organizzazione diretta dal boss ergastolano Giuseppe Farao, 70 anni, con base operativa a Cirò e nei paesi limitrofi, dove è stata verificata anche l’operatività di due ‘ndrine satelliti: quella dei Casabona facente capo a Francesco Tallarico e quella di Strongoli, facente capo alla famiglia Giglio. Attraverso imprenditori compiacenti, la cosca avrebbe ottenuto rapidi pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, recuperi crediti, lavori e commesse, riconoscendo di contro al sodalizio i più diversificati favori, dalle assunzioni ai finanziamenti, all’elargizione di somme di danaro, contribuendo a conferire sul territorio il più indiscusso potere alla ’ndrangheta.

Le richieste di pena. Il sostituto procuratore distrettuale Domenico Guarascio ha invocato davanti al gup Giacinta Santaniello per Maria Aiello, 8 mesi; Alessandro Albano, 8 anni; Domenico Alessio, detto Frank, 8 anni; Francesco Aloe, 12 anni; Gaetano Aloe 14 anni; Giuseppina Aloe, 3 anni; Lucia Aloe 3 anni; Antonio Anania, 12 anni; Ercole Anania, 12 anni; Antonio Bartucca, 10 anni; Francesco Basta 10 anni; Moncef Blaich 7 anni; Domenico Binifazio, 8 anni; Agostino Canino, 8 anni; Amodio Caputo, 6 anni e 8 mesi; Luigi Caputo 6 anni, 8 mesi; Gilda Cardamone 2 anni; Martino Cariati, 20 anni; Giovanni Caruso 4 anni e 2 mesi; Vito Castellano 20 anni; Dino Celano, 7 anni; Domenica Cerrelli 1 anno  e 8 mesi; Domenico Cerrelli, 6 anni e 8 mesi; Teresa Clara, 2 anni; Angelo Cofone, 4 anni; Morena Cola 7 anni; Roberto Corbo 8 anni; Francesco Crugliano 16 anni; Gennaro Crugliano 12 anni; Leonardo Crugliano 20 anni; Mirco Crugliano, 12 anni;  Giuseppe Cusato, 5 anni; Adolfo D’Ambrosio 4 anni;  Antonio De Luca, 10 anni; Angelo Donnici 2 anni; Antonio Esposito  1 anno e 8 mesi; Francesco Farao 2 anni e 8 mesi; Vittorio di Giuseppe Farao, 18 anni; Vittorio di Silvio Farao, 20 anni; Nicola Flotta 8 anni; Giancarlo Fuscaldo 8 anni; Alessandro Gabin 6 anni e 2 mesi; Donato Gangale 16 anni; Giuseppe Giglio 20 anni; Salvatore Giglio 20 anni; Franco Gigliotti 8 anni; Maria Francesca Gigliotti 2 anni; Nino Greco 3 anni; Domenico Nicola Guarino 5 anni; Giuseppe Guarino, 5 anni; Mario Lavorato 14 anni; Fedele Longobucco 4 anni; Giuseppe Maggio 1 anno e 2 mesi; Elena Malena 8 mesi; Aldo Marincola 10 anni; Cataldo Marincola, 17 anni e 5 mesi; Vincenzo Marino 1 anno e 8 mesi; Maria Mastroianni 1 anno e 8 mesi; Federico Menotti 2 anni; Salvatore Morrone 20 anni; Carmine Muto, 12 anni; Luigi Muto 20 anni; Salvatore Muto 8 mesi; Santino Muto 12 anni; Angelina Novello 1 anno e 8 mesi; Basilio Paletta, 12 anni; Domenico Palmieri 12 anni; Francesca Perri 1anno e 8 mesi; Giuseppe Pizzimenti 4 anni; Rosario Placido 5 anni; Fabio Potenza 12 anni; Carmela Roberta Putrino 20 anni; Eugenio Quattromani 14 anni; Luigi Rizzo 12 anni; Salvatore Rizzo 12 anni; Antonella Rocca 2 anni; Domenico Rocca 10 anni; Francesco Rocca 2 anni; Annibale Russo 8 anni; Francesco Salvato 12 anni; Vincenzo Santoro 20 anni; Giuseppe Sestito 20 anni;  Mario Siciliani 10 anni; Nevio Siciliani 10 anni; Roberto Siciliani 12 anni e 6 mesi; Carmine Siena 16 anni; Palmiro Salvatore Siena 16 anni; Giovanni Spadafora 12 anni; Giuseppe Spagnolo 20 anni; Giuseppe Sprovieri 6 anni; Antonio Squillace 5 anni; Domenico Squillacioti  5 anni; Francesco Tallarico 20 anni;  Ludovico Tallarico 6 anni e 8 mesi; Luigi Tasso  12 anni; Carolina Terlizzi 1 anno e 8 mesi; Bruno Tucci 4 anni e 6 mesi; Annamaria Veltri 5 anni; Andrea Villirillo 5 anni; Rocco Villirillo 5 anni; Vincenzo Zampelli 4 anni e 6 mesi;  Francesco Zito 6 anni; Aldo Chimenti 7 anni.

La richiesta di assoluzione per non aver commesso il fatto è stata formulata nei confronti di Vincenzo Gangale

 Le accuse. Una sfilza di reati vengono contestati agli indagati: l’associazione a delinquere di stampo mafioso, l’estorsione, l’autoriciclaggio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso.

I sequestri. L’inchiesta vergata dai sostituti procuratori Domenico Guarascio, Alessandro Prontera, Fabiana Rapino e coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri ha portato al sequestro preventivo di 700 immobili, 400 autoveicoli, 57 società per la maggior parte nel territorio del Crotonese , ma anche in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e Germania per un valore di circa 50milioni di euro. Provvedimenti che hanno documentato l’operatività e gli assetti gerarchici interni e le attività della locale di ‘ndrangheta dai Farao- Marincola di Cirò con il suo pieno controllo degli apparati imprenditoriali, operanti soprattutto nei settori della produzione e del commercio del pane, della vendita del pescato, del vino, dei prodotti alimentari, delineando il quadro complessivo degli interessi illeciti gestiti in ambito nazionale ed estero.

Il collegio difensivo.  Sono impegnati nel processo, tra gli altri, gli avvocati Vincenzo Cicino,  Angela Mascaro, Gregorio Viscomi, Pietro Pitari, Salvatore Staiano, Gianni Russano, Giancarlo Pittelli, Sergio Rotundo, Giovanni Merante, Giuseppe Bruno, Luigi Falcone, Enzo Ioppoli, Tiziano Saporito, Pino Pitaro,  Salvatore Iannone e Rosa Maria Romano

 

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