Sieco, operatori a contatto con percolato e amianto

Denuncia USB

Lavoratori senza protezioni, automezzi fatiscenti e formazione di percolato. Una situazione difficile per i dipendenti della Sieco, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo, denunciata dall’Unione Sindacale di Base. Il sindacato, dopo aver visitato il luogo di lavoro, in viale Magna Grecia, ha notato come centinaia di operatori prestano servizio all’interno di un capannone alto dieci metri con annesse porte aperte alle intemperie e automezzi fatiscenti, non idonei alla circolazione sulle strade. In più, gli stessi veicoli vengono parcheggiati nel piazzale pieni di residui urbani con conseguente formazione di percolato, ovvero il liquido che si forma in una discarica esposta all’azione di acque meteoriche dall’odore solforoso e nauseabondo a contatto diretto con i lavoratori. USB, successivamente, ha anche verificato le inadeguatezze strutturali dell’edificio, non ritenuto idoneo ad essere affittato per uso di raccolta e deposito dei rifiuti urbani, soprattutto per le tettoie di amianto.

I lavoratori -come recita la nota del sindacato – sono tardivamente pagati con aggravio di spese a carico loro per morosità verso i loro debitori e mancanza di pagamento del fondo previdenziale”. L’Usb ribadisce, dopo il sopralluogo, che la Sieco non permette di avere un servizio all’altezza delle aspettative dei cittadini i quali, a fronte di una tassa sui rifiuti molto alta, hanno a che fare con un servizio non soddisfacente.  Lo stesso sindacato, lodando l’impegno dei dipendenti Sieco, chiede agli organi preposti un serio confronto per migliorare il servizio e porre fine a questa situazione che va a colpire anche la salute degli operatori.