Sede Anas Catanzaro a rischio chiusura, giovedì la riunione risolutiva

Siamo davvero alla stretta finale. Sul tavolo dell’Ente nazionale per le strade approderanno da qui a pochissimo – la riunione dovrebbe tenersi giovedì 10 ottobre – questioni spinose che riguardano la riorganizzazione delle Sale operative compartimentali, oltre l’inquadramento e la stabilizzazione di risorse umane fondamentali per mantenere la qualità dei servizi e la sicurezza delle arterie che collegano il Paese. E’ il momento, quindi, di rilanciare l’appello che abbiamo rivolto ai vertici dell’Anas nelle scorse settimane: giù le mani dalla Sala Operativa compartimentale di Catanzaro. Non possiamo pensare che con il dirottamento di molti dirigenti di importanti settori verso la sede di Cosenza, si vada ad indebolire ulteriormente il Capoluogo di Regione che fornisce un supporto fondamentale all’operatività del settore.

Nella riduzione delle sale operative attive in Italia, con la chiusura di una delle due sale attive in questo momento in Calabria, quella di Catanzaro appunto, non vediamo alcuna utile “riorganizzazione” quanto un danno serio e concreto ai territori che hanno esigenze ed istanze specifiche a cui rispondere con strumenti e azioni che non possono rispondere a semplici logiche ragionieristiche.

     

Auspichiamo, quindi, che alla riunione del 10 ottobre, i vertici dell’Anas non sottovalutino il rischio che potrebbe comportare il depotenziamento dell’attività della Sala Operativa di Catanzaro: chi lavora in questo ambito gestisce da anni, con esperienza e professionalità grazie anche ad una approfondita conoscenza dei territorio, emergenze e urgenze relative ad un settore delicatissimo come la sicurezza delle nostre strade

Ricordiamo e ribadiamo che la sala operativa compartimentale di Catanzaro, collocata nella sede Strutturale Territoriale, gestisce più di 1.700 chilometri di strade, registra più di 11 mila eventi all’anno tra incidenti, emergenze neve fornisce supporto ai trasporti eccezionali, ha la gestione di ben 96 telecamere dislocate su tutto il territorio regionale, 18 PMV tra cui, a mero titolo esemplificativo, quelli collocati tra Bagnara e Scilla – supportati da telecamere – che monitorano e forniscono la necessaria informazione sulla presenza eventuale di frane e caduta massi, ed ancora quelli posizionati lungo la tratta SS 107 Silana Crotonese destinati, in particolare, alla gestione del piano neve, con tutta evidenza dei riflessi che tale attività ha sulla tutela dell’incolumità pubblica. Quindi, non solo non si può accettare la prospettica di una operatività h.8, ma necessariamente deve essere operativa h 24 : perché ne ha tutte le caratteristiche, perché sopporta una mole di lavoro enorme, perché è di supporto a la regione. Non si sono altre soluzione. E questa nostra battaglia avrebbe dovuto appartenere alla classe politica e dirigente del Capoluogo di Regione che continua ad essere depauperato, umiliato e messo da parte per logiche incomprensibili. Invece della gravità di quello che sta accadendo si è accorta solo la deputata Wanda Ferro che non possiamo che ringraziare ancora una volta per la sensibilità e l’attenzione. Se dalla riunione di giovedì 10 ottobre non usciranno soluzioni positive per la sala operativa di Catanzaro siamo pronti a mobilitarci con azioni davvero eclatanti”.

Redazione Calabria 7

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