Scelta di Toti, Fi Calabria rifiata ma Palazzo De Nobili si spacca ancor di più

di Danilo Colacino – Cambia lo spartito, ma non cambia la musica. Nel capoluogo il centrodestra s’è rotto e unicamente una prospettiva di coalizione allargata pigliatutto, tra Regione e forse Governo del Paese per guardare tanto più in là, fa sì che si ricorra all’estremo tentativo di mediazione. Una pax siglata soltanto in nome delle poltrone che, comunque, o non bastano a saziare i vari appetiti o non sono divisibili per soddisfare le ambizioni di ognuno. Basti pensare a quella di successore di Sergio Abramo a Palazzo De Nobili che il giovane presidente del civico consesso aielliano, Marco Polimeni, sogna la notte tuttavia con l’incubo di Ivan Cardamone il quale gli si sovrappone in mente neppure fossero protagonisti di un’intervista doppia de Le Iene. Ma è un banale esempio, perché c’è da sistemare l’ancora più importante ‘affaire governatore’ che coinvolge lo stesso Abramo e il suo omologo di Cosenza Mario Occhiuto, senza scordare outsider quali Wanda Ferro et similia. E che dire della partita per la presidenza del consiglio regionale e almeno un paio di ‘appetitosi’ assessorati. Tanto, anzi troppo, per trovare la quadra, considerato che l’odore di vittoria ha fatto registrare il sold out con solo posti in piedi in Paradiso.

L’esodo, quasi una traversata nel deserto, imposta al loro nutrito gruppo dall’asse Gentile-Aiello. I Gentil-aielliani sono ancora alla ricerca di una casa che meno male è politica altrimenti, considerato il lungo peregrinare, non potrebbe non essere ‘popolare’. L’ultimo sfratto, o meglio mancata locazione nel caso di specie, è stato quello del presidente, nostro collega, Giovanni Toti che ha deciso di accettare la ‘lusinga’ del vecchio mentore Silvio Berlusconi da cui è stato incaricato di rilanciare Forza Italia, lasciando così di nuovo senza un riferimento nazionale i ‘temporanei amici’ calabresi. Maggiorenti i quali hanno bisogno come il pane di un’affiliazione romana per trovare posto ai tavoli che contano, dove si spartiscono le assegnazioni di ruoli e finzioni. Senza un simbolo riconosciuto dalle Alpi alla Sicilia, infatti, è già un lusso esservi invitati, figuriamoci avere voce in capitolo. Sta di fatto, però, che ai fratelli Gentile e a Piero Aiello adesso non resta altro della carta Fratelli d’Italia salvo il ricorso a  qualche improbabile micro-gamba di un ipotetico schieramento di centrodestra allargato. Non contando l’impennata del nemico giurato Mario Occhiuto, che grazie al fratello parlamentare Roberto (ieri peraltro seduto accanto alla capogruppo forzista a Montecitorio Maria Stella Gelmini durante il suo intervento alla Camera) gode ora dell’appoggio dell’omologa di Toti nel direttorio a cui il Cav ha affidato la ‘risalita azzurra’. Davvero un bel problema per i Gentile, acerrimi rivali degli Occhiuto.

 

E a Palazzo De Nobili, cosa bolle in pentola? Come  spesso accede nella vita, magari contro ogni logica, il gruppo di Catanzaro da Vivere a Palazzo De Nobili (ispirato proprio dal nume tutelare Aiello), che sembrerebbe in palese difficoltà, si dà invece un gran da fare tra manovre e manovrine di ogni sorta. E d’accordo con Abramo medita di mostrare i muscoli, se non addirittura di piazzare l’affondo che non ci si aspetterebbe. Soprattutto in questo momento. Il progetto è tanto semplice quanto roboante: dare il benservito, come peraltro anticipato da noi di calabria7.it stamani, al contingente forzista e rompere con il coordinatore provinciale dello stesso partito Mimmo Tallini, che a sua volta starebbe riflettendo sull’opportunità di ritirare i suoi assessori dalla Giunta. Ma senza Fi il sindaco, quasi ribaltonista, riuscirebbe a stare in piedi? Sì, ma a patto di trovare 18 membri del civico consesso dalla sua parte – obbligatoriamente dopo l’eventuale scouting dei già compagni di viaggio Eugenio Riccio e Rosario Lostumbo – e con la prospettiva, tanto la fine anticipata della consiliatura appare ormai sempre più una certezza, di chiedere il saltuario sostegno di questo o quell’esponente dell’opposizione. In tal senso, come scritto da noi nel pezzo pubblicato stamani, per informazioni rivolgersi all’ex collega Roario Olivo di cui un componente dell’Esecutivo, ancora presente nell’assemblea, potrebbe offrire una sponda preziosa. Supporto che darebbero volentieri pure altri, intenzionati a restare consiglieri in carica.

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