Scandalo al Csm e la mozione più votata a Catanzaro. Il pm Viscomi: “Siamo tutti responsabili”

Un confronto senza veli quello che ieri si è svolto nell’Aula Magna della Corte di appello di Catanzaro tra magistrati e giudici che hanno risposto all’invito del direttivo centrale dell’Anm (Associazione nazionale magistrati) sul caso Palamara che apre scenari inquietanti sulla magistratura italiana. Guarda il video Un’inchiesta che svela come alcuni componenti del Consiglio superiore della magistratura si siano incontrati con politici di vari schieramenti per concordare nomine e promozioni di giudici in diverse sedi giudiziarie. Una bufera giudiziaria che ha portato alle dimissioni di un consigliere e all’autosospensione di altri quattro membri del Csm. Tre le mozioni presentate ieri all’assemblea dei togati del distretto di Catanzaro, una delle quali prevedeva le dimissioni di tutti i consiglieri del Csm, ma la più votata è stata quella che si è allineata al comitato direttivo centrale, che ha chiesto le immediate dimissioni solo dei membri del Consiglio superiore della magistratura coinvolti nella vicenda.  E c’è stato anche chi riprendendo le battute di alcuni colleghi ha facalizzato l’attenzione sulla necessità di un’autoanalisi. “Non è vero che non siamo responsabili.Non ci tengo a difendere il Csm, non ci tengo e lo dico provocatoriamente, perché purtroppo – ha affermato il sostituto procuratore Graziella Viscomi durante l’assemblea- noi siamo percepiti come una casta ed anche io penso che lo siamo quando ci arrocchiamo intorno a posizioni con poca critica, pur di apparire uniti. Una parte di me è sinceramente contenta di questa riunione. Ma anche amareggiata dell’occasione”.

La “caccia agli adepti”. Secondo il magistrato: “La vera novità che ci ha portato a riunirci non è apparire terzi ed imparziali. La novità è che c’è uno scandalo giornalistico prima ancora di esserci un’inchiesta giudiziaria. La verità è l’apertura pubblica del vaso di pandora. La verità, se posso dirlo in francese è che siamo stati sputtanati e ci dobbiamo difendere. Senza le critiche che ci siamo presi addosso dai giornali, dalla gente, tutti pur a conoscenza di quanto accade, non avremmo fatto nulla, neppure questa assemblea”. Poi l’invito schietto a guardare in faccia la realtà : “Ma veramente noi non lo sapevamo? Ma veramente ci stiamo svegliando ora? Con rammarico vorrei raccontare il mio approccio, i primi contatti di chi “cacciava” adepti e non posso dire del mio rammarico, perché nella mia professione indago per molto meno. Da sempre sento parlare tra di noi di attese nelle nomine perché ancora deve farsi la nomina di una poltrona più importante. E francamente mi sono e mi sento frustrata da questo e anche poco incline a partecipare, e lo dico con rammarico, perché l’associazionismo è un valore. Mi scoraggia che questi discorsi li senta spesso dai miei coetanei nel senso sia anagrafico che professionale. Non intervengo sui fatti, purtroppo le dimissioni dei consiglieri non mi rassicurerebbe, perché la mia personale sfiducia parte anche da noi stessi, da noi rappresentati. Naturalmente includo anche me stessa. Dico che al Csm deviato ci si arriva e che la spartizione di nomine di quella sede – ha aggiunto il pm- si sposa con valutazioni di professionalità che quelle nomine le aiutano. Per questo dico che siamo responsabili, siamo concorrenti necessari. Sinceramente vi chiedo di fare e farci un esame di coscienza.

   

L’invito a fare un passo indietro. Il sostituto procuratore ha invitato i colleghi anziani a fare un passo indietro in quella che viene considerata la caccia correntizia. “Sinceramente mi sono accorta, che molti di noi aderiscono, io stesso ho aderito, ad una corrente senza neppure conoscerne la storia, ma solo perché ci troviamo risucchiati. Oggi tutti hanno censurato il correntismo. Ma a questo punto mi viene da chiedermi, chi lo ha creato se tutto lo condanniamo? Ci ritroviamo spesso in mezzo senza sapere perché. Vi invito, colleghi anziani, a non avvicinarvi per chiederci partecipazione. Vi invito ad aiutarci a credere in voi persone che avete il compito di guidarci, perché qui siamo tutti giovani e l’esempio lo pretendiamo da voi”. (g. p.)

 

 

Fonte