Il residence della ricettazione: scoperto giro da 20mila euro

Oltre duecento i pezzi rubati e piazzati nei negozi di merce usata

Comodi furti nelle abitazioni disabitate del residence estivo, poi ricettazioni nei negozi più disparati.

La loro “base operativa” era un’abitazione dl complesso residenziale “Marinella”, sita in località Sant’Eufemia di Lamezia Terme.

È qui che Salvatore Borelli, 31 anni, già noto alle forze dell’ordine e gravato dalla misura dell’obbligo di dimora, pianificava i suoi “affari” insieme ai suoi due complici, T.J.  25 anni e L.P. di 33.

Un terreno fertile quello del citato complesso residenziale ove insistono decine e decine di abitazioni estive per lo più disabitate durante l’inverno.

Mobili, specchi, lampadari, oggetti di arredamento, finanche quadri d’autore venivano razziati per poi essere rivenduti chissà dove.

I carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme hanno però rintracciato alcuni di questi oggetti presso alcuni esercizi commerciali che si occupano di vendita di merce usata. È stato da lì che si sono attivate le indagini.

Gli appartamenti colpiti, infatti, si concentravano in un’area relativamente ristretta pertanto è apparso esserci fin da subito un filo rosso che accomunava tutti gli episodi delittuosi.

Un elemento che non poteva sfuggire ai militari delle stazioni carabinieri capillarmente presenti sul territorio ed impegnate giornalmente a stretto contatto con i cittadini.

Un accurato lavoro di raccolta di denunce di furto, sopralluoghi, appostamenti, visione di filmati e riscontri alle intercettazioni telefoniche hanno permesso ai militari di documentare la colpevolezza degli indagati ed individuare il canale di ricettazione attraverso il quale la merce rubata veniva rimessa sul mercato ma periodicamente rinvenuta dal personale operante.

Più di duecento gli oggetti rinvenuti e restituiti ai legittimi proprietari dopo un meticoloso lavoro di riscontro che ha permesso di dimostrare la riconducibilità della merce a nove episodi di furto perpetrati negli ultimi mesi. I tre soggetti, quindi, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme che ha diretto le indagini, disponendo l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per il Borelli e dell’obbligo di dimora nel Comune di Lamezia Terme per i suoi due complici.