Regione, altro che Covid-19: rinvio Consiglio è per “guai” che vi raccontiamo da mesi

Regione, altro che Covid-19: rinvio Consiglio è per “guai” che vi raccontiamo da mesi 18 Marzo 2020

di Danilo Colacino – Lo avevamo anticipato da una decina di giorni, vale a dire da quando lo scorso 9 marzo si era proceduto al primo rinvio del consiglio regionale per l’emergenza Coronavirus in atto, e i fatti ci hanno dato ragione: al di là del Covid-19, i problemi del neogovernatore Jole Santelli sono ben altri.

Certo, lo ammettiamo, siamo stati assai facili profeti.

   

Persino un po’ troppo, dirà non a torto qualcuno.

La nostra disamina, tuttavia, un piccolo elemento di originalità ce l’ha. Eccome.

Anzi, ce lo ha sempre avuto dovremmo scrivere, perché risale alla scorsa estate quando ci davano dei dietrologi e dei retroscenisti.

Ma la sostanza è che i guai, per così dire, della premiere dame della Cittadella sono quelli originati da una convivenza forzata tra partiti ritrovatisi insieme allo scopo di vincere le elezioni dello scorso 26 gennaio e in realtà divisi sin da subito.

L’unico – peraltro non marginale – tratto di diversità è che l’asse interno antiforzista dell’inizio dei…giochi, dettato anche e soprattutto dalla scelta di candidare alla presidenza il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto a scapito di quello di Catanzaro Sergio Abramo, si è rotto, coaugulando invece attorno alla figura della Santelli pezzi di tutti i soggetti politici in campo.

Ecco allora che lady Jole si è inaspettatamente ritrovata accanto come non mai Fratelli d’Italia, prezioso e irriducibile alleato della delicata fase di trattative post voto assai più di quanto non lo fosse prima, mentre ha continuato a riscontrare un po’ di freddezza, un po’ tanta in realtà, nella Lega.

Ma perché il Carroccio traccheggia? La risposta è articolata.

Iniziamo con il dire che il lavoro di cucitura, o ricucitura, affidato al segretario dei verdi calabresi Cristian Invernizzi è parecchio condizionato dalla sua assenza fisica sul territorio, effettivamente imposta – questa sì – dal dilagare del Sars-Cov-2.

Va bene, ma non ci sono Skype, le videoconferenze e compagnia cantante?

Certo. Peccato, però, che tutta la tecnologia del mondo non basti a sostituire i contatti diretti, le riunioni alla vecchia maniera: magari le solite sfinenti interpartitiche in cui pure un’occhiata o un ammiccamento possono fare la differenza. Ma non finisce qui.

La Lega, infatti, ha due anime in Calabria, quella ‘autoctona’ e l’altra nazionale.

E proprio quest’ultima, legatissima a Capitan Salvini tuttavia isolata sul campo, vorrebbe una sorta di rottura degli schemi che i locali (portatori di ben altre logiche e interessi) fanno fronte comune per impedire nella perpetuazione dell’ancien régime.

Un bel busillis, dal momento che il plenipotenziario Matteo ha ben altri ‘grilli’ per la testa adesso e potrebbe quindi mollare la patata bollente Calabria ai rappresentanti del luogo.

Senza più curarsi, insomma, dell’opera meritoria di qualche fidato luogotenente, pur bravo e promettente, fatalmente impantanatosi però – pur essendo stato avvisato per tempo – nelle sabbie mobili di una realtà in cui il primo è da sempre il partito degli affari.

Di Destra, di Sinistra e di Centro. Perché si parla, cari ragazzi, di una terra in cui il famoso motto asseritamente guicciardiniano “O Franza o Spagna, purché se magna” trova da svariati secoli la sua sublimazione.

Ecco allora che la formazione della Giunta, vera causa del casino generatosi assai prima della deflagrazione del Virus, sarà un nodo gordiano non facile da…sciogliere tra la buona pace dei capaci innovatori del Nord e l’immarcescibile voglia di gestione del potere degli scafati conservatori del Sud.

 

 

© Riproduzione riservata. Condividi

Fonte