Rauti, ‘l’anonimo della Lega’, a Calabria7: “Della Giunta regionale si occuperà Invernizzi”

Rauti, ‘l’anonimo della Lega’, a Calabria7: “Della Giunta regionale si occuperà Invernizzi” 14 Marzo 2020 di Danilo Colacino – Walter Rauti della Lega, chi era costui? Un illustre sconosciuto, dicono.

E vista la cultura profusa nel definirlo tale, con tanto di citazione manzoniana, potremmo noi fare di meno?

Non sia detto.

   

Non vogliamo di certo sfigurare e, appellandoci a purtroppo ormai ‘sfocate’ reminiscenze liceali, chiamiamo in causa – guarda un po’ – uno a lui peraltro tanto caro, nientemeno Alberto da Giussano, che parafrasando il Parlamento di carducciana memoria un dubbio ce lo fa…sovvenir: ma questo Rauti spedito qui dal Nord come un ‘oggetto misterioso’ da Capitan Salvini in persona (così lo ha definito parte della stampa locale, non di sicuro amica sua) di rumore ne ha fatto per essere un anonimo.

E sì. Perché se si sono messi in moto taluni ingranaggi, anche parecchio, oseremmo aggiungere noi.

Al di là di tutto, però: noto, meno noto o addirittura ignoto che sia, su un punto con noi di calabria7.it è stato chiaro: “Sulla faccenda Giunta regionale, vale a dire se serva accelerare affinché si faccia subito o aspettare tempi in cui l’emergenza Coronavirus cesserà di esser tale, deciderà il segretario del Carroccio calabro Cristian Invernizzi non appena avrà la possibilità di lavorare qui”.

Nel frattempo, dalle solite voci di corridoio interne al partito verde e non solo, apprendiamo che il ‘rampante giovane Walter’ (non Werther, ahilui), fra il lusco e il brusco dell’anonimato scelto quale vicepresidente nazionale per gli Enti Locali della Lega, pare un po’ di casino lo abbia fatto.

Un baccano che gli sarebbe appunto costato qualche tratto di penna intinta nel curaro.

Ma di cosa si sarebbe mai macchiato sto ‘Signor Nessuno’, tanto da meritarsi simili draconiani giudizi?

Aver presuntivamente espresso la posizione, considerato il poco tempo a disposizione di fronte al dilagare del maledetto Covid-19, che “le strutture sanitarie private mettessero a disposizione le loro terapie intensive senza indennizzo, o comunque con un compenso ridotto, al fine di evitare che si lucrasse sull’emergenza e la salute dei calabresi, già messa a dura prova dai tagli selvaggi del passato e dai sistemi di potere tutt’oggi dominanti”.

Dichiarazioni forti, forse uscite dalla bocca di un asserito sconosciuto – ma sicuro sprovveduto – che certe cose proprio non le poteva e doveva sì incautamente sostenere.

Chissà allora come finirà, ma intanto lui pensi a farsi un…nome. Il resto, forse, verrà da sé. 

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