Radioattività, pubblicati online i dati Arpacal

Sull’allarmante questione dell’inquinamento radioattivo di alcune tra le più belle spiagge della costa ionica, c’è da tranquillizzarsi. Perlomeno è tempo di tirare un sospiro di sollievo stando ai dati riportati nel report pubblicato dall’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) sul proprio sito web.  L’area indagata  è “priva di interesse radiologico” si legge nella relazione redatta dal fisico Salvatore Procopio a seguito del sopralluogo svolto lo scorso giovedì in località Calalunga di Montauro. Dai valori emersi dalle rilevazioni campali si è infatti concluso che il livello di radioattività  “confrontabile con il fondo ambientale è in sintonia con i valori che abitualmente caratterizza il fondo ambientale della provincia di Catanzaro”. Nel dettaglio è spiegato che: “le misure realizzate a contatto,  stabiliscono che l’area è priva di contaminazione radiometrica. Una radioattività naturale di questo tipo, così come risulta  da indagini già effettuate sulla costa ionica ed in particolare nell’area di nostro interesse, si può spiegare con la presenza, nella sabbia silicea di una densità volumetrica importante, nell’ordine dei 100–500 g/cm3, di un minerale denominato monazite ricco di radionuclidi capostipiti delle catene naturali: uranio 238 (238U) e torio 232 (232Th). Si esclude dunque la presenza di radionuclidi di origine antropica”. “Le risultanze di laboratorio – conclude Procopio – ci consentiranno di confermare quanto già stabilito e quantificare anche i diversi radionuclidi naturali ed eventualmente la presenza di 137Cs (Cesio 137, ndr) in tracce, oramai ubiquitario e proveniente dalla ricaduta dei test atomici degli Anni ‘60 e dall’incidente nucleare del 1986 (Chernobyl)”. L’esito delle indagini è già stato trasmesso ieri mattina –  su richiesta del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato nella scorsa settimana dal Prefetto di Catanzaro, Luisa Latella –  ai carabinieri del NOE di Catanzaro, impegnati insieme ai vigili del fuoco nella necessaria opera di verifica richiesta a gran voce dall’opinione pubblica dopo la messa in onda di un inquietante servizio della trasmissione televisiva Le Iene su Italia1. La necessità è quella di fare chiarezza sulla possibile presenza di sostanze pericolose per la salute di tutti in alcune aree dello Ionio catanzarese attraverso un vero e proprio studio che, come comunica l’ente stesso, non si fermerà a questi primi risultati. L’attività dell’Arpacal proseguirà, difatti, nelle prossime settimane estendendo l’attività di monitoraggio lungo il tratto di costa compreso tra Copanello di Stalettì e Soverato. Sarà mappata la dose gamma in aria lungo la costa e successivamente nei punti ritenuti più significativi, realizzando un campionamento di sabbia per la caratterizzazione radiometrica di tipo analitico e quantitativo. Dei risultati di questa campagna supplementare ed integrativa, chiesta dal Commissario dell’Arpacal, Maria Francesca Gatto, sarà diffuso un report conclusivo.
Quello sollevato è stato solo “polverone mediatico”? La speranza è quella di poter dare una risposta affermativa al quesito per potersi scrollare di dosso, al più presto, un grande timore.  
(Ros.Merc.)

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