Processi aggiustati a Catanzaro, corruzione Petrini non sarebbe un caso isolato

Il presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro Marco Petrini da ieri non è più in carcere. E’ questa la conseguenza principale della sua disponibilità a collaborare ed a spiegare fatti e vicende, dimostrata durante gli interrogatori davanti gli inquirenti della Procura di Salerno.

Petrini sta confermando fatti e particolari, consegnando elementi che, ovviamente, daranno spunti molto interessanti su chi è stato corrotto tra magistrati, avvocati o imprenditori, e da chi. C’è tanta carne al fuoco al vaglio degli inquirenti di Salerno. Il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro ha così ottenuto la possibilità di lasciare il carcere di Salerno, dopo aver rinunciato al ricorso al Tribunale della Libertà. I suoi legali difensori, infatti, gli avvocati Agostino De Caro e Francesco Calderaro, avevano avanzato un’istanza di revoca della misura cautelare delocalizzata, così come richiesto dallo stesso Petrini e, dunque, accettata la stessa, niente ritorno in Calabria per lui.

Marco Petrini è accusato di corruzione in atti giudiziari, ed ha ricevuto somme di denaro per “falsare” ed “orientare” diversi processi penali, civili e tributari. Da carte in mano ai procuratori e da intercettazioni audio e video, è emerso fuori un sistema di corruzione ben architettato ed estremamente funzionale, capace di modificare l’andamento dei processi a proprio piacimento. Sentenze che hanno visto coinvolti anche uomini appartenenti a cosche e famiglie di ‘ndrangheta o politici, come l’ex consigliere regionale Giuseppe Tursi Prato, prosciolto nei giorni scorsi dall’aggravante mafiosa, che avrebbe goduto di una sentenza favorevole finalizzata a tutelare il suo vitalizio. Tuttavia, il caso Petrini, non sarebbe isolato. Potrebbe infatti trattarsi di un sistema che vedrebbe coinvolte molte più persone. Questo è quello che pare evidente dalle carte, dagli interrogatori di Petrini, e non solo. Perché Mario Santoro, finito in carcere anche lui nell’inchiesta denominata Genesi, avrebbe confermato fatti e particolari agli inquirenti della procura di Salerno. E di certo non sarà un caso il recente trasferimento a Potenza del procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, o altri movimenti che stanno avvenendo tra i magistrati. Dunque, è lecito attendersi risvolti importanti, che potrebbero sconvolgere ancora di più Catanzaro e la Calabria intera. (a.m.)

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