Prese a calci e a pugni la compagna nel Catanzarese, chiesti 3 anni di carcere

Ha ripercorso gli atti di indagine il pubblico ministero Pasquale Mandolfino, riferendo le continue vessazioni e le umiliazioni che Francesco Amelio, 37 anni, nato a Crotone, ma domiciliato a Sellia Marina, ha inflitto per mesi alla sua compagna Zyhra Shaba e al padre Antonio Amelio. Nella sua requisitoria, il pm ha riferito come l’imputato, giudicato con rito abbreviato, accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e danneggiamento, avesse reso loro la vita impossibile, invocando al gup Claudio Paris la condanna a 3 anni e 6mila euro di multa, mentre l’avvocato Nicola Tavano difensore di Shaba, costituitasi parte civile, ha chiesto il risarcimento del danno. Il giudice per le udienze preliminari ha rinviato l’udienza al prossimo 8 maggio, giorno in cui è previsto il verdetto.  I fatti si sarebbero verificati dal maggio 2018 fino al 19 ottobre 2018 e secondo le ipotesi di accusa, originariamente formulate dal magistrato Andrea Giuseppe Buzzelli, l’imputato, attualmente detenuto in carcere e difeso dall’avvocato Enzo De Caro, in preda a violenti e immotivati attacchi di ira avrebbe gettato un triciclo  addosso alla compagna, causandole una ferita alla testa e un grosso livido, afferrandola  per i capelli, sbattendole la testa a terra. L’avrebbe presa a calci e pugni, sferrandole degli schiaffi, sottoponendola a continui maltrattamenti, al punto da essere costretta ad abbandonare la casa familiare e a rifugiarsi nell’abitazione del suocero.  Fatti per i quali la donna ha subito lesioni personali consistite in “cervicalgia post traumatica e contusioni multiple”. Francesco Amelio, si sarebbe spinto molto oltre, minacciando di morte non solo la compagna, ma anche il padre, che entrambi per la paura, che l’uomo dalle parole potesse passare ai fatti, si sarebbero barricati in casa, mentre l’imputato “danneggiava  la fiat Panda del padre colpendola ripetutamente con un martello”.

g. p.

Calabria 7

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