Politica e Coronavirus, Rauti (Lega) a C7: “Durante l’emergenza tutti con Jole, ma dopo ci sarà da discutere”

Politica e Coronavirus, Rauti (Lega) a C7: “Durante l’emergenza tutti con Jole, ma dopo ci sarà da discutere” 11 Marzo 2020

di Danilo Colacino – Una dichiarazione resa con senso di responsabilità, quindi non certo mettendo la politica davanti all’emergenza Coronavirus semmai invece sollecitando la politica affinché faccia la cosa giusta proprio perché si sta vivendo questa terribile emergenza senza precedenti in tempi di pace.

Neppure negli Anni di Piombo, che pure hanno avuto durata assai dilatata.

   

È  questo il senso delle riflessioni che ci ha rassegnato il vicepresidente nazionale degli Enti Locali della Lega, Walter Rauti, adesso impegnato a fianco della presidente Jole Santelli al decimo piano della Cittadella da cui il neogoverno regionale sta cercando di fronteggiare la grave crisi sanitaria in atto.

Rauti, uomo di punta del Carroccio in Calabria pur con il capo della Lega calabra Cristian Invernizzi, è uno dei riferimenti di Salvini in persona, una mente pensante che quando parla è parecchio ascoltata nella ‘stanza dei bottoni’. Ebbene, lo stesso giovane ma scafato dirigente del partito verde pare avere alzato le antenne, spiegandone il motivo a noi di calabria7.it: “Il primo aspetto da mettere in rilievo è che stiamo operando a pieno supporto del governatore. Però a noi piace, in particolare in un territorio particolarmente meritevole di attenzione come questo, che si agisca soltanto con spirito di servizio e non secondo vecchie logiche, peraltro ormai logore”.

Ed a cosa si riferisce ‘fuor di metafora’, dopo una precisa domanda nostra, ce lo dice con chiarezza: “Vedo, sento e soprattutto leggo, di gente che fa indebite pressioni o magari si auto-accredita, attraverso organi di stampa amici, per ottenere quanto pensa gli spetti. Un assessorato o un posto di sottogoverno, promesso sulla base di piccoli accordicchi e giochi di potere, che, lo ribadisco ancora una volta, appartengono a un passato per quanto ci riguarda morto e sepolto”.

Ma la vera bomba la sgancia subito dopo: “Al di là del commissariamento della Sanità, noto a tutti, nessuno pensi di poter allungarvi le mani sopra, in particolare se appartiene a quella schiera di persone che l’ha distrutta. Ma, più in generale, dico pure a chi si sta agitando tanto negli ultimi giorni per andare a ricoprire posti al sole o destinarli ai soliti fedelissimi: che qui intanto non c’è bisogno di una Giunta. In piena fase emergenziale, basta infatti la cabina di regia che abbiamo costituito. Il resto si vedrà”.

Gli intendimenti del Carroccio sono insomma inequivocabili e Rauti ne dà la conferma finale con una chiosa che è un lapidario avviso ai naviganti: “Il voto va rispettato. Sempre e comunque. E noi abbiamo dimostrato di avere un vasto elettorato, anche in Calabria, che ci obbliga a fare cosa abbiamo promesso alla gente. Sappiamo bene di aver avuto, e di continuare ad avere, palesi diversità di vedute dalla Santelli e di continuare ad averle. Come ovvio, però, quando la tempesta Covid-19 sarà passata, con la dovuta serenità ci rimetteremo a ragionare insieme di come andrà amministrata la Regione nel migliore dei modi, ma pensando soprattutto a quanti non hanno Santi in Paradiso e non certo alle esigenze dei notabili locali che per quanto ci riguarda vengono assai dopo”.

Fin qui il Rauti-pensiero a cui noi ci permettiamo di aggiungere soltanto una considerazione finale relativa al fatto che, al di là del disastro causato dal Virus, il centrodestra stile Anni ’90 in Calabria è tornato in tutti i sensi. Sembra infatti di assistere al primissimo Esecutivo Berlusconi con Bossi contro lui e Fini fin da subito.

Corsi e ricorsi della storia, pure in periferia.

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