Pineta di Siano, sospetti su allevamento abusivo di cinghiali

di Danilo Colacino – Prendiamo curiosamente ‘a prestito’ una non-notizia che arriva dall’Africa – vale a dire la recente ennesima scoperta di un allevamento di leoni con lo scopo di farli crescere in cattività, per poi liberarli e renderli trofei di caccia di improvvisati safari – per fare una similitudine con quanto ci è stato segnalato che avverrebbe nella vasta area boschiva afferente alla pineta di Siano. Di cosa si tratta? Di un presunto allevamento abusivo di cinghiali, che come ormai noto stanno invadendo i nostri territori interni con conseguenze talvolta anche gravi.

Ci riferiamo ai repentini attraversamenti di strade a scorrimento veloce, con relativi incidenti, e alla possibilità da parte di questi non certo docili animali di ‘sconfinare’ in insediamenti abitativi. Senza contare il fenomeno delle cosiddette ibridazioni, ad esempio ottenute attraverso accoppiamenti con esemplari dell’Est Europa, che hanno dato vita a una popolazione non più autoctona bensì di veri e propri giganti della specie capaci di vantare esemplari maschi adulti di quasi 120 chili. Ebbene, a riguardo, oltre a essere stati testimoni diretti nel periodo natalizio di un passaggio di una ‘famiglia’ di cinghiali, con tanto di cucciolata al seguito, abbiamo anche saputo dell’esistenza di un filmato in cui sono ripresi due uomini a bordo di un camioncino che portano nel cuore di una vasta zona verde del Parco di Siano del pane e altre derrate alimentari mediante cui attirano nel giro di pochi secondi addirittura decine di tali affamati animali.

Bestie che potrebbero dunque essere sfamate, e in qualche modo accudite, proprio allo scopo di venire in futuro messe a disposizione di cacciatori che disporrebbero così di una sorta di El Dorado (dal loro punto di vista e per la passione coltivata, come ovvio) in cui divertirsi comodamente (sempre in base alle inclinazioni personali) a due passi (leggasi una manciata di chilometri) dal centro città. Giova allora che, pur di fronte a un generico avviso, le autorità competenti si attivino subito per controllare la zona.

Redazione Calabria 7

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