Parenti assunti e appalti agli amici, chiesto il giudizio per ex amministratori di Botricello

di Gabriella Passariello

Avrebbero escogitato il modo di assumere parenti e amici attraverso la costituzione di un onlus e di favorire alcuni eletti per appalti nel settore della depurazione e nella creazione di aree sportive, in barba alle norme che impongono l’imparzialità nella Pubblica amministrazione e il divieto di favoritismi. Con l’ accusa di abuso di ufficio, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi, ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di  Gino Giovanni Camastra, Raffale Valearispettivamente ex sindaco e vice sindaco del Comune di Botricello, Rocco Antonio Gidari, legale rappresentante della Edilbotro srl e Mario Minieri, titolare della società Minieri King elettrica. Valea e Camastra, secondo le ipotesi di accusa, con delibera di Giunta numero 59 del 24 aprile 2014  avrebbero formato un atto di indirizzo per l’affidamento triennale dell’attività  di supporto per l’Ufficio tributi alla cooperativa sociale “Girasole”, stabilendo come condizione di accesso la presenza della società nel territorio comunale, nella consapevolezza che a Botricello operava unicamente la cooperativa Girasole, di cui lo stesso Valea, a meno di due mesi dalla delibera di Giunta, ne era diventato presidente e socio lavoratore. Valea, tra l’altro, avrebbe reclutato Francesco Spagnuolo come socio svantaggiato, promettendogli un posto di lavoro, per consentire alla cooperativa di beneficiare degli affidamenti per la fornitura di beni e di servizi previsti per questa tipologia di onlus.  Per la Procura, al fine di garantire una parvenza di legittimità alla cooperativa, l’ex vice sindaco avrebbe suggerito alla responsabile del settore amministrativo, nonché segretaria comunale Giuseppina Ferrucci  (all’inizio sotto inchiesta e la cui posizione è stata stralciata), di invitare  alla manifestazione di interesse anche la cooperativa Athena operante nel comune di Cropani, senza modificare la delibera di Giunta comunale, parte integrante della manifestazione di interesse, rendendo così impossibile per quest’ultima l’aggiudicazione dell’appalto. Valea si sarebbe procurato una serie di vantaggi e un correlato ingiusto arricchimento: in qualità di presidente e socio lavoratore della Girasole, dal 2014 al 2017, si sarebbe accaparrato 170.842,00 oltre Iva. Ma c’è di più. Nell’ambito del servizio comunale affidato alla cooperativa, grazie alla delibera di Giunta, sarebbe stato possibile assumere, all’interno della Girasole, la moglie Carmen Pagliaro, il cugino Gregorio Valea,  la cognata Stefania Loprete, la cugina acquisita Anna Scumaci e Luigina Scumaci, (madre di Antonia Valea, figlia riconosciuta come propria da Raffaele Valea). Anche Camastra avrebbe ricevuto il suo tornaconto, dal momento che la cooperativa Girasole avrebbe provveduto all’assunzione della nipote Maria Vuono. Fatti che si sarebbero protratti  dal 16 aprile 2014 (data di costituzione della cooperativa Girasole) e sino al 15 settembre 2015 (data di assunzione di Gregorio Valea).  Il defunto Bruno De Gori, responsabile dell’area tecnica del Comune di Botricello, in concorso con Mario Minieri, titolare della società Minieri King Elettrica srl, definito dalla Procura l’istigatore, avrebbe violato leggi e norme costituzioni che impongono l’imparzialità nella Pubblica amministrazione e il divieto di qualsivoglia favoritismo. In particolare De Gori, abusando del suo ufficio avrebbe intenzionalmente avvantaggiato la Minieri King, aggiudicataria del servizio di conduzione, manutenzione, controllo e custodia dell’impianto di depurazione delle stazioni di sollevamento, fognature e acque bianche per il Comune di Botricello.  De Gori avrebbe affidato alla Minieri lavori di manutenzione straordinari e ne avrebbe stabilito il pagamento per un importo massimo di 24.146,78 euro, nonostante questi lavori fossero compresi nel prezzo di appalto, così come il saldo di altre fatture, per un totale eccedente di 10. 700,01 euro.  De Gori avrebbe, quindi, procurato  un ingiusto vantaggio a Minieri, consistito nel pagamento di somme ulteriori rispetto al prezzo di appalto per lavori già compresi negli obblighi della ditta appaltatrice. Fatti che si sarebbero verificati a Catanzaro dal 31 dicembre 2013 al 27 gennaio 2014. De Gori, inoltre, come responsabile, all’epoca dei fatti,  del settore 3 del Comune di Botricello, avrebbe agevolato Rocco Antonio Gidari, legale rappresentante della Edilbotro srl in due occasioni: avrebbe affidato i lavori di “creazione di un’area attrezzata per la pratica di attività sportive ecocompatibili con strutture di servizi complementari annessi, finalizzata alla fruizione turistica della rete ecologica regionale” nel Comune di Botricello, all’impresa Edilbotro, senza la preventiva autorizzazione paesaggistica prevista dalla legge, autorizzazione intervenuta solo dopo la conferenza dei servizi. Inoltre, con determinazione numero 2655 del 2014, avrebbe riconosciuto alla Edilbotro srl, la somma di euro 29.500,83, quale anticipo del 10% dell’importo del contratto di appalto, senza verificare l’inizio dei lavori. Somma, comunque mai restituita dalla società che non avrebbe iniziato né eseguito i lavori concordati. Adesso la parola passa al gup del Tribunale di Catanzaro Carmela Tedesco che il 27 settembre prossimo, nel contraddittorio tra accusa e difesa, ( quest’ultima rappresentata dai legali Salvatore Iannone, Ottavio Porto e Corrado Costanza), deciderà se accogliere la richiesta della Procura di mandare a processo gli imputati.

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