Parco della Biodiversità, associazioni elogiano Enzo Bruno

Per aver lavorato con grande passione

La Fondazione Rocco Guglielmo, l’ANMIL – Calabria, l’UISP, l’UDI, la Cittadinanzattiva – Tribunale diritti del Malato, il Baco Resistente, l’Acli Arte e Spettacolo – Nuova scena, l’Acli Città del Vento, la Cooperativa Atlantide e la Scuola di Teatro “Emilio Corea”, attraverso una nota stampa, elogiano l’operato dell’ex presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, per la gestione del Parco della Biodiversità Mediterranea. L’amministrazione Bruno, si legge, “tra difficoltà normative e finanziarie non solo ha garantita la manutenzione ordinaria, ma ha lavorato con grande passione – e anche inventiva e creatività – per mantenerne la fruizione nella sua bellezza artistica e naturalistica, rilanciandolo nella sua funzione ludico-ricreativa, arricchito con nuove strutture attrattive e funzionali”. Le associazioni, poi, sottolineano anche gli eventi organizzato all’interno del polmone verde della città, come le tante presentazioni di libri e “Settembre al Parco” che, per ogni edizione, ha attirato circa 60mila presenze. Le parole -affermano- che ci vengono in mente, quindi, pensando al Parco per come è oggi sono prima di tutto “cultura”, per le tante mostre e gli artisti di caratura internazionale che hanno animato i giardini, i viali e il Marca Open arricchito dalle opere di Meggiato, Linn e altre importanti installazioni; “memoria”, per come si è voluto omaggiare la storia di personalità illustri della nostra regione intitolando uno spazio; “sport”, per come sono stati sempre mantenuti e ripuliti i percorsi fitness”.

Infine, ancora una chiosa particolare nei confronti della classe dirigente guidata da Enzo Bruno che “ha lottato quotidianamente non solo facendo i conti con le risorse inesistenti, ma anche con la continua inciviltà che ha minato in più di una occasione la sicurezza e la bellezza di una struttura che appartiene a tutti. Gestire e amministrare con tanti fondi a disposizione è sicuramente più semplice che rincorrere il minimo sindacale per garantire l’ordinario senza compromettere la qualità dei servizi. Anche per questo concetto ci viene in mente una parola da aggiungere al racconto di questi ultimi quattro anni che, ancora una volta, non è “degrado” ma semplicemente “miracolo”.