Palazzo De Nobili, Abramo “archivia” Safe City e si accorda con i commercianti “senza paletti”

di Danilo Colacino – Il sindaco Sergio Abramo si è difeso con il solito piglio in Aula – e lo ha fatto soprattutto oggi attraverso un comunicato stampa – sull’affaire Safe City, smentendo in maniera categorica di aver per così dire accreditato imprenditori amici suoi o aver sostenuto in sede di comitato per l’Ordine e la Sicurezza l’avvenuta approvazione del progetto. Non sembra esattamente così per la verità. Senza contare che, al di là di ogni considerazione, il piano per la videosorveglianza della città – attuabile al modico costo di oltre 23milioni di euro – gli ha fruttato un bel po’ di guai sfociati in un’iniziativa giudiziaria da cui è uscito soltanto grazie alla prescrizione. Ma non è questo il problema principale di Abramo, che deve in realtà fare i conti con uno scenario poco gradito: un consiglio comunale in cui crescono i malpancisti. La maggioranza è debole, insomma. Fermo restando che anche l’opposizione non gode di certo di ottima salute. Anzi. Basti pensare a ieri, quando il gruppo di Fare per Catanzaro (rimasto compatto malgrado gli scricchiolii e i rumors degli ultimi tempi su possibili scelte di campo spaccamovimento) ha come al solito dato fuoco alle polveri. Non molta cosa, però, per riuscire a spingere a vacillare un Abramo a cui l’assenza forzata di Roberto Guerriero e – da un certo punto in poi – di Nicola Fiorita ha tolto una bella spina nel fianco.

Il sindaco pare avere sedato i commercianti sul piede di guerra. Se non si stesse citando, tentando quindi un accostamento improvvido e forse persino fuori luogo, uno degli avvenimenti più sconcertanti della storia d’Italia si potrebbe dire che Abramo abbia recepito il Papello. Già, perché voci di corridoio ben accreditate darebbero gli esercenti assai più calmi dopo aver trovato accoglimento delle istanze rivolte circa 24 ore fa al sindaco sull’altro tema caldo dei paletti. Il picchettamento del centro storico che tanto li aveva fatti arrabbiare sembra infatti stato ricalibrato su proposta dei diretti interessati, i quali hanno forse dato il via a una singolare forma di democrazia diretta. Altro che consiglieri al microfono, i commercianti hanno irrotto in Aula al grido di “qui vi tocca occuparvi subito di noi”. E Abramo e il presidente del civico consesso Marco Polimeni se ne sono subito occupati. Tutto è bene quel che finisce bene, allora? Chissà. A Catanzaro non è che sia sempre così, perché poi qualcuno scontento di quanto deciso spunta fuori e  apriti cielo: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.

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