Omicidio Rosso, per la prima volta parla la famiglia (SERVIZIO TV)

Di Carmen Mirarchi

È stato un omicidio che ha colpito duramente un’intera comunità,  quello di Francesco Rosso ucciso il 14 aprile 2015, in pieno giorno, all’interno della macelleria di famiglia a Simeri Crichi.

     

Alla base dell’omicidio i contrasti tra due famiglie, pare per un piccola striscia di terreno. La famiglia Rosso parla però di pura cattiveria del mandante che dal 2003 non avrebbe lasciato in pace l’intera famiglia.
Una questione di confini che dal 1999 in poi fece nascere una vera guerra.

Nel 2003 Evangelista Russo (mandate dell’omicidio di Francesco Rosso nel 2015) aveva tentato di uccidere Antonio Rosso  (padre di Francesco), ma non placo’ la sua sete di vendetta che terminò solo con l’uccisione del giovane Francesco.

La famiglia intera è distrutta e per la prima volta tutti insieme hanno deciso di parlare per lanciare un appello alla magistratura dopo aver appreso la notizia della scarcerazione di Russo in quanto le condizioni dell’imputato non sarebbero compatibili con la detenzione .

La madre Rosa, il padre, la sorella e lo zio di Francesco hanno paura  e sollevano dei dubbi.
“Perché quest’uomo devo curarsi in casa sua e non in una struttura detentiva adeguata . In casa sua inoltre – ci dice la zio di Francesco – sono presenti solo sua moglie malata ed una badante. Come può curarsi qui?”
“Abbiamo paura  – dice la sorella di Francesco  -, ha fatto uccidere mio fratello ed ha quasi ucciso mio padre adesso temiamo per il resto della famiglia. Venga fatta giustizia”.

Per l’omicidio Rosso sono stati arrestati anche Danilo Monti , Francesco Mauro 41 anni che avrebbe consegnato la pistola al killer; Gregorio Procopio, 56 anni e il figlio Antonio di 31 oltre a Vincenzo Sculco trentenne di Andali.  Dalle dichiarazioni del Monti emergerebbe il quadro di una sete di vendetta che neanche l’omicidio di Francesco avrebbe soddisfatto.

La madre Rosa e la famiglia intera chiedono a Gratteri di intervenire. “Non vogliamo vendetta, hanno distrutto le nostre vite ma queste persona è cattiva e pericolosa non può stare fuori dal carcere” ci dicono.

Questa sera intanto la prima partita della squadra di cui Francesco Rosso era presidente. Una comunità che non lo dimentica, un ragazzo amato con tanti sogni spezzati barbaramente.

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