Omicidio Rosso, anche in Assise ammesse le parti civili. Primi testi due carabinieri

 Un’aula gremita di gente quella della Corte di assise, a Palazzo Ferlaino. Amici e parenti di Francesco Rosso, freddato il 14 aprile 2015 all’interno della macelleria di famiglia a Simeri Mare da tre colpi di pistola che lo hanno raggiunto al viso e al torace, non sono voluti mancare ad uno dei tronconi del processo che vede imputati quattro dei sei imputati: l’imprenditore Evangelista Russo, 71 anni, di Catanzaro; Francesco Mauro, 41 anni di Sellia Marina; 27 anni di Catanzaro; Gregorio Procopio, 56 anni, Antonio Procopio, 31anni, entrambi di Botricello (assistiti dai legali Rita Parentela, Francesco Garofalo ed Ermenegildo Massimo Scuteri). Il presidente della Corte Alessandro Bravin ha ammesso come parti civili il padre e la madre della vittima, rappresentati dall’avvocato Piero Mancuso, la sorella di Francesco Rosso, difesa dall’avvocato Marinella Chiarella dello studio Staiano, gli zii e i nonni materni, assistiti dall’avvocato Claudia Macrì . L’ 1 ottobre verrà conferito l’incarico per le trascrizioni delle intercettazioni al perito Antonio Petitto e verranno escussi i primi due testi dell’accusa: il tenente Anna Rosa D’Antuono,  e il maresciallo maggiore Giacomo Mazza, effettivi alla Compagna dei carabinieri di Sellia Marina. La data di rinvio non è casuale, l’avvocato Pietro Funaro, che difende Vincenzo Sculco, 30 anni di Catanzaro, il cui processo pende davanti al gup insieme all’altro imputato Danilo Monti, 27 anni di Catanzaro, ha chiesto l’abbreviato condizionato all’escussione di un teste. Se il gup il prossimo 5 luglio dovesse bocciare la richiesta della difesa, Sculco potrebbe finire nel banco degli imputati in Corte di assise.

Mandanti ed esecutori.Sarebbe stato proprio Russo il mandante del delitto deciso nel corso di una riunione avvenuta un mese prima dell’esecuzione. Russo avrebbe conferito a Sculco, Gregorio Procopio, Danilo Monti l’incarico di eliminare Rosso o il figlio Francesco, procurando una pistola calibro 9 da utilizzare per l’omicidio, materialmente consegnata da Mauro, l’istigatore, a Monti. Mauro, poi, avrebbe eseguito a bordo della sua Golf nera sopralluoghi nei giorni precedenti il delitto insieme a Monti, Sculco e Gregorio Procopio tanto nell’abitazione in località “La Petrizia” di Sellia Marina di proprietà della famiglia Rosso come nella loro  macelleria “Le bontà del Rosso” in località “Chiusa” a Simeri Mare, fornendo loro le indicazioni del luogo più idoneo per portare a termine il piano omicidiario e delle strade da percorrere per darsi alla fuga in sicurezza. Tutti avrebbero avrebbe seguito gli spostamenti della vittima nei giorni precedenti l’agguato, effettuando un accurato controllo della macelleria e del contiguo bar Mojto, per individuare le camere interne ed esterne dell’impianto di video sorveglianza.

g. p.

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