Officine del Sud, Pisano: “Intitoliamo una piazza a Quirino Ledda”

“Fra pochi giorni, il prossimo 7 maggio, saranno trascorsi quattro anni esatti dalla scomparsa di un gigante della politica calabrese come Quirino Ledda”. Lo ha affermato il capogruppo di Officine del Sud, Giuseppe Pisano, sottolineando che sabato, a Taverna, l’Anpi, la Legacoop, Confersecenti e la locale amministrazione comunale ricorderanno l’ex vicepresidente del Consiglio regionale, mentre mercoledì 8 maggio il Comune di Nuoro, di cui era originario, gli intitolerà una piazza.

“Credo che anche Catanzaro, città alla quale Quirino Ledda ha dato tantissimo sul versante politico, su quello sindacale e sul piano culturale, debba ricordarlo nel migliore dei modi”, ha aggiunto Pisano, “e per questo sto predisponendo formale richiesta di intitolazione di una piazza o di un luogo simbolico del capoluogo calabrese che consegnerò personalmente all’assessore alla toponomastica Alessandra Lobello”.

“Quirino Ledda è stato un personaggio pubblico di assoluto spessore – ha proseguito Pisano -, un uomo onesto e appassionato che si è speso, in maniera instancabile, per la terra che lo aveva adottato, per la sua gente e il patrimonio artistico e culturale: delle sue tante battaglie vale la pena ricordare quelle per la salvaguardia della Certosa di Serra San Bruno, che stava per essere abbandonata dai monaci; per il ripristino della chiesetta catanzarese di Sant’Omobono, per cui riuscì a convincere monsignor Cantisani, suo grande amico, a comprarla dal privato che la stava lentamente abbandonando a se stessa; e poi, ancora, quando da vicepresidente del Consiglio regionale, fece approvare una delibera che dichiarava la Calabria, unica regione in Italia, territorio denuclearizzato. Ledda rifiutò una candidatura sicura al Parlamento col Pci, nel 1983, poco dopo aver subito un attentato mafioso: non voleva che si dicesse che era scappato.

Era un uomo libero e ha voluto morire da uomo libero, lui che è stato l’unico a ricevere tre cittadinanze onorarie dai Comuni di Fabrizia, Nardodipace e Caraffa”. “Non sono certo il primo a ribadire l’importanza del suo agire politico a tutto tondo, perché Quirino è stato un intellettuale vero, nel senso largo che al termine ha dato quel genio di Antonio Gramsci, altro sardo legato alla Calabria, ma credo – ha concluso Pisano – che sia arrivato il momento di riconoscerne in maniera tangibile il lascito di uno che era più calabrese di tanti calabresi che in questa terra sono nati, ma non l’hanno mai amata come lui”.

Redazione Calabria 7

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