Non solo Festival d’Autunno: alla scoperta dei disagiati

AL MUSMI

Un’emozione palpitante, suscitata da immagini e testimonianze dirette su cosa significhi davvero accogliere chi arriva da un altro angolo del mondo. Un angolo in cui si vivono guerre, povertà diffusa, malattie mortali e dal quale si fugge immaginando un futuro migliore che però resta spesso solo un sogno. Medici in prima linea, il primo appuntamento inserito nel cartellone degli eventi culturali della XVI edizione del Festival d’Autunno ha centrato il suo obiettivo.

Quello di far riflettere su un tema di grande attualità, l’accoglienza dei migranti, attraverso la condivisone di esperienze vissute in prima persona dal personale medico e paramedico dei “Pediatri in movimento”. La spedizione catanzarese, guidata dal dottore Giuseppe Raiola, direttore dell’Uoc di Pediatria dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, ha fatto tappa, ormai due anni fa, a Lampedusa. Oltre 500 i bambini profughi che sono stati curati da un’équipe che porta nel cuore quell’attività solidale. E lo si capisce dalla voce, che tradisce commozione, proprio del dottore Raiola, il primo a relazionare su quelle settimane trascorse nell’isola che è diventata il simbolo del dramma dei migranti.

NO ALLA GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA

Racconta la storia di una bambina di 10 anni proveniente dalla Costa d’Avorio che aveva affrontato il viaggio da sola. Spiega il rapporto familiare che si è creato, così intenso che al momento di ripartire, ti si stringe il cuore. «Questa è l’occasione – ha concluso Raiola – per ribadire con forza il rispetto dei diritti umani, il dovere dell’accoglienza verso chi, spinto dalla disperazione intraprende quello che dovrebbe essere l’ultimo viaggio e invece è solo l’entrata in un girone infernale. E il tanto anelato “paradiso Europa” si rivela essere un albergo fatiscente».

ESPERIENZA AFRICANA PER OTTO STUDENTI UMG

Dopo la visione di un estratto di “Fuocammare”, il film documentario di Gianfranco Rosi che ha fatto da trait d’union tra i vari interventi, la parola è andata a Carlo Torti, infettivologo all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, il quale da tempo è impegnato in spedizioni umanitarie in Africa.

«C’è molto da fare in termini di accoglienza – ha detto – dunque mi sono domandato: Che cosa posso fare io? La risposta l’ho trovata: far conoscere ai giovani studenti la realtà africana, fargli capire perché questi migranti partono e farglielo capire nel contesto della loro professionalità che è in una fase di sviluppo continuo». Così sette laureandi in Medicina e una
specializzanda, accompagnati dallo stesso Torti hanno trascorso un mese in Uganda.

FAR CONOSCERE REALTA’ CHE MOLTI IGNORANO

A moderare gli interventi il giornalista Domenico Iozzo che, proprio per aver raccontato attraverso un suo articolo la missione umanitaria dei medici catanzaresi a Lampedusa, ha ricevuto il premio “Cristiana Matano”. «Un premio che ha permesso di far parlare bene della Calabria – ha affermato Iozzo – visto che è stata esportata fuori dai confini regionali questa straordinaria esperienza solidale».
A fare gli onori di casa il direttore artistico del Festival d’Autunno, Antonietta Santacroce «Il tema principale del principale è il Brasile. Abbiamo così colto le analogie tra il paese sudamericano e la Calabria, entrambe terre di emigrazione e di accoglienza. L’idea di fondo è quella di spiegare, attraverso la voce dei protagonisti e testimonianze inedite, cosa accade in Italia quando arriva un migrante.  nei prossimi appuntamenti ci occuperemo di scuola e immigrazione e andremo a vedere come si vive negli Sprar, i centri dove sono accolti i richiedenti asilo».