Movimento Sociale Italiano: “Diamo una vita a Giovanni”

Movimento Sociale Italiano: “Diamo una vita a Giovanni” 7 Maggio 20207 Maggio 2020 “Egregia Sindaca Sacco, siamo noi, sempre noi, quei simpatici e collaborativi, anche se spesso un poco “rompi” militanti della sezione borgese della Fiamma Tricolore.

Noi ti ringraziamo per il riconoscimento ufficiale che hai fatto in queste settimane per la collaborazione che abbiamo prestato in favore della cittadinanza in questo particolare momento della vita della nostra Comunità e di quella dell’intere Nazione, ma oggi siamo qui a chiederti di aiutarci a finalmente definire il problema, divenuto annoso, del nostro concittadino Giovanni.”

Così, in un comunicato, il Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore.

“Giovanni chi? Giovanni è quel nostro sfortunato paesano che a causa di una serie di vicende di vita sfortunate era rimasto senza casa e senza lavoro e che a seguito del nostro interessamento riuscì, dopo una serie di vicende che sono ormai note a noi tutti di Borgia e che potremmo definire “di ordinaria burocrazia”, nei primi giorni dell’anno riesce ad avere finalmente un tetto stabile sulla testa ed una casa dove poter reimpostare una vita normale. Ma non proprio. Ti ricordiamo, cara Sindaca, che Giovanni da quel giorno ha dovuto lottare, e la vicenda del Covid non gli ha certo semplificato le cose, con quella che anche nella catastrofe che stanno vivendo tutti gli Italiani, si è rivelata il più grande nemico dei cittadini, in particolare di quelli appartenenti alle categorie più deboli ed indifese: la Burocrazia.

   

Questo Mostro ha risucchiato Giovanni tra le sue grinfie e lo ha portato ancora oggi – dopo anni di lotte, patimenti e batticuore, consolato ed affiancato solo dai ragazzi della Fiamma che, poggiando anche sul gran cuore che i borgesi hanno sempre mostrato, lo hanno accolto trovandogli prima una sistemazione provvisoria e poi rendendogli un poco più serena la vita aiutandolo economicamente ma soprattutto facendogli trovare qualche lavoretto che gli rendesse un pezzo di quella Dignità, che lui ha sempre posseduto ma che, le vicende della vita, tendevano a strappargli – a non aver vinto la sua battaglia per avere riconosciuta, mesi dopo aver trovato un domicilio stabile, un certificato di residenza e, di conseguenza, una Carta di Identità.

Perché è questo che chiede, invano, da mesi, Giovanni.

Un certificato che ne attesti la residenza ed un documento che ne attesti il ritorno “ufficiale” alla Vita all’interno della comunità borgese, nella quale è nato e di cui non ha mai cessato , se non per l’ottusità del Mostro, di far parte. Egregia Sindaca Sacco, a questa aberrante vicenda Le chiediamo, come Comunità Missina di Borgia e dell’intera provincia di Catanzaro, di porre finalmente fine. Non un aiuto per noi o un favore per chicchessia, ma un atto di Giustizia e di Amore che è lecito e fattibilissimo in cui l’unico sconfitto sarebbe solamente “il Mostro” ed a vincere sarebbero le Istituzioni e l’Umanità dell’Uomo, oltre al beneficio che ne verrebbe per il cuore di ciascuno di noi.”

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