L’editoriale, Regionali: “E pur si muove”. Basterà? Forse sì, ma serve un miracolo

di Danilo Colacino – “E pur si muove”, avrebbe detto il formidabile scienziato Galileo Galilei al Tribunale dell’Inquisizione abiurando la teoria eliocentrica secondo cui il sole era al centro del sistema solare e dell’universo. Un atto di coraggio e soprattutto un primo determinante passo che ha cambiato il corso della Scienza e quindi della Storia. Un fatto epocale, dunque.

E non certo, neppure lontanamente come ovvio, lo stesso merito ascrivibile ad alcuni dirigenti e rappresentanti del Pd che comunque lunedì pomeriggio – mentre a Catanzaro si stava peraltro svolgendo un consiglio comunale surreale in cui tutti pensavano alle Regionali, ma guai a dirlo! – erano alacremente al lavoro per trovare un candidato a governatore credibile, nella fattispecie s’intende oggettivamente competitivo, di una Calabria ‘dimenticata’ da Via del Nazareno.

Un vertice nazionale Dem, che con tutto il rispetto dei suoi papabili aspiranti presidenti, è sembrato finora volersi rivolgere anche a un passante, pur di ‘togliersi il pensiero’.

     

In sostanza, una volta silurato l’uscente Mario Oliverio, il lìder maximo Nicola Zingaretti ha affidato tutto – si fa per dire – a quanti, alle latitudini calabresi, potessero trarlo d’impaccio.

E chissà che ad esempio dalla città di Pitagora, in cui qualche big Democrat lo si trova ancora, con il sostegno di alcuni maggiorenti cosentini e un ‘campione delle preferenze’ catanzarese, non venga fuori una soluzione quantomeno sensata.

Postulato che, tradotto dal politichese, si legge così: il tentativo, se non disperato, è quantomeno davvero arduo, ma potrebbe anche arrivare un’incredibile sorpresona. 

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