L’editoriale, Regionali: Catanzaro come Milano nel ’92. Così, chi vince, si prende tutto

di Danilo Colacino – Il prossimo 27 gennaio ci sarà una realtà politica assai diversa dall’odierna. Dove? Semplice: dappertutto. Sì, proprio così.

In Italia, perché soprattutto se alle Regionali emiliane (terra ‘rossa’ per eccellenza al pari della Toscana) dovesse spuntarla il centrodestra le conseguenze sarebbero imprevedibili anche sotto il profilo della tenuta del Governo a trazione M5s-Dem; in Calabria, dovendosi votare qui per il rinnovo del consiglio regionale, e infine a Catanzaro.

Una città, quest’ultima, dove da mesi si vive una stranissima insolita condizione di ‘democrazia sospesa’ in virtù del prolungato fermo delle attività consiliari – giudicate ingombranti o inopportune sotto elezioni – e, più di recente, per via dell’inchiesta Gettonopoli in cui sono rimasti coinvolti ben 29 consiglieri di Palazzo De Nobili su 33 (conteggiando nel novero totale anche sindaco e presidente dell’assise, non indagati poiché per legge non facenti parte di Commissioni su cui si sono incentrati gli approfondimenti della magistratura).

     

Sta di fatto, però, che appunto in cima ai Tre Colli l’esito delle imminenti elezioni determinerà il nuovo scenario, cambiando anzi facendo deflagrare i vecchi assetti di potere.

Sembra infatti di essere a Milano nel ’92 con una classe politica, anzi dirigente, debole e travolta dagli scandali e in particolare dalle gravi imputazioni che non riesce più a garantire se stessa, figuriamoci i suoi aventi causa.

Ecco allora che, chi non sarà travolto dall’onda di piena giudiziaria perché onesto, sarà ancor di più avvantaggiato – e legittimato – nel rivestire un ruolo di primo piano. Forse addirittura autorizzato a…prendersi tutto.

Sarà il motivo per cui nel capoluogo tanto nella favorita (sondaggi alla mano) ‘Destra’ quanto nell’outsider ‘Sinistra’ c’è grande fermento e la voglia di dare una spallata più al proprio interno che nella fila avversarie.

E già. Capiterà, di conseguenza, che nello schieramento pro Jole Santelli governatore si conteranno le preferenze di Mimmo Tallini, Baldo Esposito e ancor di più della new entry – diciamo così – Filippo Mancuso (in verità candidato da considerare come il ‘metro di misura’ del peso elettorale di Abramo da cui è stato scelto in sua rappresentanza) per capire a chi andrà la fetta di torta migliore in caso di successo personale.

Ma le cose non saranno molto diverse nella coalizione opposta in cui, anche di fronte a una sconfitta, ci si baratterà il futuro del Pd locale e non solo. In lizza, più di tutti, su tale terreno Libero Notarangelo e Fabio Guerriero. Senza dimenticare, come ovvio, Angela Robbe.

Attenzione, però, perché su entrambi i fronti ci saranno varie conseguenze con il vertice o, comunque, una parte nevralgica di partiti e gruppi territoriali di riferimento in ballo nonché con la partita per la poltrona di primo cittadino fortemente sullo sfondo.

È immaginabile, infatti, che si possa presto tornare alle urne per le Amministrative, considerando la difficoltà anche per uno scafato comandante del calibro del sindaco di navigare in un mare troppo procelloso quale quello attuale.

Possibile, dunque, che persino un fine stratega come lui decida di staccarsi la spina da solo e iniziare un altro percorso, non potendo peraltro riproporsi per l’attuale funzione a causa dell’insormontabile ostacolo del limite dei mandati.

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