L’editoriale, Covid19: sui Tre Colli il Cavatore è tricolore e la speranza in vacanza…anzi, in quarantena

L’editoriale, Covid19: sui Tre Colli il Cavatore è tricolore e la speranza in vacanza…anzi, in quarantena 6 Aprile 2020 di Danilo Colacino – Bella e suggestiva l’idea di illuminare con il tricolore il Cavatore.

Nulla da dire. Siamo impegnati anche noi a ‘urlare’ in coro: “Italia rialzati!”. Bene.

Ma se il simbolo conta, certe volte moltissimo, pure gli atti concreti non sono affatto male!

   

E allora, se da un lato non possiamo tacere i terribili effetti del Coronavirus non solo sotto il profilo sanitario bensì pure sotto il cruciale aspetto socio-economico, dall’altro dobbiamo dirci senza infingimenti che una risposta, anche a livello locale, va data.

E al più presto.

Pensiamo, ad esempio, al fondo speciale di solidarietà targato de Magistris a Napoli per chiunque sia disoccupato o abbia perso il lavoro a causa del Covid-19.

Il dato di Catanzaro invece, pur senza indulgere a oltranziste e inutili Crociate anti-Amministrazione, è che si è perso, e si sta perdendo ancora adesso purtroppo, del tempo prezioso.

E in quantità eccessiva.

Basti rifarsi, in proposito, alla mozione di sospensione dei tributi municipali, presentata e approvata soltanto nella seduta del civico consesso dello scorso primo aprile pur dopo la lunga serie di richieste per settimane provenute da più parti – Codacons in testa, per la verità – fin dall’avvio del cosiddetto lockdown (misura di sicuro necessaria, ma draconiana e dagli effetti dirompenti  sull’Economia).

E che dire, poi, dell’annunciato e atteso tavolo di concertazione con gli altri principali attori pubblici del territorio (Camera di Commercio su tutti nella fattispecie) e privati (Confindustria) allo scopo di tracciare un percorso da seguire finalizzato ad aiutare, oltreché le famiglie, aziende e attività varie.

In particolare le medie e piccole imprese caratterizzanti da sempre il tessuto produttivo cittadino, che a quelle stesse famiglie in difficoltà danno quotidianamente da mangiare.

Sissignori, perché crediamo ci sia proprio nessuno che ritenga gli ormai famosi Abramo-Bond (assegni comunali da 50€ dati ai bisognosi aventi diritto per acquistare cibo) una soluzione realistica alla spaventosa crisi, neppure per tamponare la copiosa emorragia finanziaria in atto, determinata da questo tsunami che si ripete ogni giorno.

Salvo i voucher medesimi non servano o bastino – è una evidente provocazione, la nostra – anche per pagare farmaci, bollette e robe del genere, necessarie quasi quanto i viveri.

E nella giaculatoria di questa interrotta cinghia di trasmissione non ci sfugge infine il mancato coordinamento con i piani alti della Cittadella.

Un vertice regionale che pure sulla carta dovrebbe essere amico, malgrado le storie tese e tutto il casino successo in passato tra Forza Italia e il fronte abramiano, e comunque in contatto diretto con il Comune capoluogo e un sindaco delle note capacità e della provata esperienza, soprattutto in chiave gestionale, di Sergio Abramo (precisiamo: sull’ultima affermazione lungi da noi pure l’ombra dell’ironia, altrimenti ci copriremmo di ridicolo).

Ecco allora che, tornando come nel famoso Gioco dell’Oca alla casella di partenza, va bene illuminare di bianco, rosso e verde, il Cavatore e, perché no, anche il Ponte Morandi e, se del caso, l’Ancora del lungomare di Lido.

Nel frattempo, tuttavia, non si trascurino i provvedimenti realmente in grado di fare la differenza in un periodo davvero tremendo come l’attuale.

Atti magari ‘leggermente’ più urgenti – ci scusi il Sergìun per l’intemerata finale, ma qui ci sta il più classico degli…in cauda venenum – delle francamente sconcertanti recenti implementazioni di staff in Provincia e a Palazzo De Nobili. Amen.

© Riproduzione riservata. Condividi

Fonte