L’asse Gentile-Aiello “trova casa” da Toti e adesso può speronare Forza Italia

di Danilo Colacino – Catanzaro da Vivere ha trovato casa. Finalmente. La notizia, peraltro, era nell’aria da parecchio, ma adesso pare proprio abbia una conferma ufficiale con l’adesione al movimento del governatore della Liguria Giovanni Toti dopo un lungo e faticoso peregrinare nel centrodestra. Tutti alla corte del presidente-giornalista, allora, gli aielliani per cui si sono spalancate le porte del più recente scissionista di Forza Italia (epigono dei vari Gianfranco Fini, Raffaele Fitto, Angelino Alfano e compagnia bella), anche se si fa fatica a immaginare l’ultimo delfino del Cav alla stregua di un Tupamaros.

Le prossime mosse. Il capo della Regione ligure il prossimo 6 luglio ‘conterà i suoi’ a Roma, dando poi l’addio a un vecchio Silvio Berlusconi ormai fiaccato dall’inesorabile incedere del tempo e dalle grandi ambizioni di tanti principi a caccia del Regno. Una spinta troppo forte per il tycoon di Arcore dei giorni nostri, che non può più reggere tale impatto. Ma questa è un’altra storia. Torniamo quindi subito a bomba con gli Aielloboys, la cui svolta totiana è stata quasi obbligata seppur non gradita dalla totalità degli aderenti allo stesso soggetto politico. Sta di fatto, però, che se Fi promulga la fatwa nei confronti dei fratelli, Pino e Tonino, Gentile – legati a doppio filo al senatore Piero Aiello – Fratelli d’Italia è tiepido, per non dire schizzinoso con i possibili nuovi arrivati, e la Lega neppure si può prendere in considerazione ecco che il serafico, ma a quanto sembra determinato, Giovanni diventa all’improvviso per i diretti interessati una sorta di…vox clamantis in deserto. Una voce sì isolata, ma a differenza di quella del profeta Isaia udita. Eccome. Motivo per cui, scelta obbligata.

 

E quindi per il tentativo di conquista del vertice della Cittadella quale sarà il diktat, o quantomeno il progetto, dell’inossidabile asse Gentile-Aiello? Sempre il medesimo: dalla parte opposta dei forzisti e in particolare degli Occhiuto, altri fratelli doc della politica nostrana, di Jole Santelli e di Mimmo Tallini. Una contrarietà che mira a far recedere i dirigenti azzurri appena nominati dal proposito di puntare sull’attuale sindaco di Cosenza quale alfiere del centrodestra alle Regionali fino al punto di minacciarli di tenerli fuori, e dunque condannarli alla marginalità, da una coalizione formata da Carroccio, Fdi, totiani e qualche altra ‘componente minore’. Uno spauracchio agitato con le sagome di Sergio Abramo, Wanda Ferro o una ‘figura terza’, già pronti a scendere in campo.

La vendetta dei Gentile e di Aiello. La vendetta, si sa, è un piatto che si serve freddo e quale migliore occasione delle sempre più imminenti elezioni per presentare il conto ad Occhiuto nel capoluogo brutio – reo nell’ottica dei neorivali, ex amici, dell’epurazione gentiliana in Comune – e a Tallini, il quale in cima ai Tre Colli con ogni probabilità frenerebbe la bramosia del giovane Marco Polimeni di fare primo il cittadino e non lascerebbe mano libera nelle decisioni chiave.

 

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