Lacrime e applausi per monsignor Mimmo Battaglia

Con una celebrazione lunga e commovente don Mimmo Battaglia, il sacerdote degli emarginati, è stato ordinato vescovo di Cerreto Sannita-Telese- Sant’Agata dei Goti. Ad attenderlo all’interno della Chiesa Cattedrale di Catanzaro – sua diocesi di provenienza – nelle prime ore del pomeriggio c’era la sua gente, tra cui alcuni detenuti della Casa Circondariale di Siano e i ragazzi del Centro Calabrese di Solidarietà, oltre alle varie autorità istituzionali, militari e religiose. A presiedere la sacra liturgia è stato l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, presidente della conferenza episcopale calabra, con gli altri quattro consacrati principali: mons. Michele De Rosa, amministratore apostolico di Cerreto Sannita-Telese- Sant’Agata dei Goti; mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano; e gli arcivescovi emeriti della diocesi di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Cantisani e mons. Antonio Ciliberti. Il rito di ordinazione episcopale è stato aperto con la lettura del messaggio di Papa Francesco, che il 24 giugno scorso ha eletto vescovo il “prete di strada”, ed è proseguito con la lunga omelia di mons. Bertolone. Quest’ultimo ha esaltato il carisma pastorale di don Mimmo che dal 1992 si è occupato con solerzia degli “scartati” della società. Un percorso che gli ha permesso di conseguire “la laurea della pazienza, dell’ascolto, della bontà, del servizio e della tenerezza”. Chiamato a guidare da “supremo pastore” la comunità campana, un impegno più gravoso di quello svolto fino ad ora, l’invito di mons. Bertolone è stato quello di portare con sè il meglio della sua Calabria e di essere sempre un “uomo di Vangelo”. Poi il totale abbandono a Dio da parte del neo vescovo che in lacrime si è prostrato a terra, e infine l’imposizione delle mani sul suo capo. Finalmente lo scrosciante applauso da parte della platea dettato dal profondo senso di gratitudine nei confronti di questo uomo. Poche e significative le parole pronunciate dalla nuova sentinella della comunità campana: “Stasera venendo in cattedrale ho visto i miei ragazzi che vengono dal mondo della sofferenza e i poveri che ho incontrato in questi anni, quelli che mi sono stati maestri. Era come se entrassi nella sinagoga di Nazareth, una umanità ferita che si rialza. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno dato gioia. Ognuno di voi riconoscerà se stesso dietro le parole che non dirò. Nonostante la mia inadeguatezza il Papa mi ha chiesto di servire la Chiesa”.

Rosita Mercatante

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