Salute nelle carceri, per l’Asp il report è positivo

Attività svolta nella Casa Circondariale “Ugo Caridi” e nell’Istituto Penale per Minorenni “Silvio Paternostro” di Catanzaro.

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Garantire la tutela del diritto alla salute anche dietro le sbarre. Un’ardua impresa che trova fondamento nella Costituzione e la cui realizzazione dal 2008 spetta alle aziende sanitarie. Le maggiori difficoltà sono legate all’elevata percentuale tra la popolazione carceraria di persone con gravi patologie, spesso croniche, accentuate dalla natura promiscua dell’ambiente carcerario. Difficoltà che devono essere superate con l’impegno professionale e umano. A riuscire nell’intento, almeno stando ai dati riportati nel report annuale del 2015 che traccia lo stato di salute nella Casa Circondariale “Ugo Caridi” e nell’Istituto Penale per Minorenni “Silvio Paternostro”, è l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro.

I numeri di un bilancio più che positivo inerenti il carcere del capoluogo sono questi: 19 medici specialisti e 19 infermieri che hanno assicurato assistenza medica 24h su 24 per un totale di 12.410 ore, 8980 visite specialistiche intramurarie,  e 836 prestazioni effettuate in strutture ospedaliere esterne. L’aumento dei controlli in loco, con tutti i benefici che ne discendono in termini di tempo e di sicurezza, è dovuto all’incremento di apparecchiature all’avanguardia all’interno del carcere stesso. È attivo un servizio di telecardiologia che trasmette gli elettrocardiogramma all’Ospedale Pugliese Ciaccio, a cui si accosta grazie all’utilizzo di analizzatori specifici, l’invio dei dati dell’emocromo e degli enzimi cardiaci del paziente. A completare l’opera di implementazione del servizio sanitario nella struttura detentiva è un ambulatorio di Fisioterapia.

L’attività nei 12 mesi di riferimento non si è basata solo sul controllo e la cura delle malattie, ma anche sulla prevenzione di queste.Altri dati rilevanti nel rapporto presentato nel corso di una conferenza stampa dal referente per la salute negli Istituti Penitenziari, Antonio Montuoro sono quelli riguardanti le malattie più diffuse tra i detenuti.

Le patologie dominanti tra i detenuti restano quelle psichiatriche, spesso legate alle dipendenze da sostanze stupefacenti (in prevalenza causati dall’uso di eroina). Seguono quelle odontoiatriche e quelle cardiache. Nessun allarme invece per quanto riguarda le malattie infettive, se non un caso isolato che qualche mese fa era stato riportato dalla stampa.